Parte dalla Lettera d'amore di Vermeer - in prestito dall'Olanda fino al 18 giugno - la rinascita di Palazzo Barberini. Risolta, almeno in parte, la lunga querelle con il Circolo Ufficiali che occupava uno spazio considerevole in Palazzo Barberini il grande palazzo barocco si avvia a divenire un grande museo e prepara le prime richieste per il prossimo Governo. «La prima richiesta che presenteremo al prossimo ministro per i Beni e le Attività Culturali, sarà quella di prendere in esame il progetto di riunificazione della Galleria Nazionale d'arte Antica, ancora divisa tra Palazzo Barberini e Palazzo Corsini», ha dichiarato Angela Negro, direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Antica. La sede originaria della collezione era proprio Palazzo Corsini, ma nel tempo, via via che si andavano aggiungendo altre acquisizioni, lo spazio è risultato insufficiente e capolavori della storia dell'arte sono stati costretti a finire nei depositi. Per questo lo Stato ha acquistato Palazzo Barberini. «Alla Galleria Corsini», ha continuato Angela Negro, «si trovano i primi 800 numeri dell'inventario della Galleria Nazionale, a Palazzo Barberini si trovano le opere dai numero 800 a 5mila. La collezione è rimasta sempre divisa perché la presenza del Circolo Ufficiali non permetteva di avere lo spazio sufficiente per ospitare tutte le opere, una divisione che rappresenta solo uno spreco di soldi, considerando anche che Palazzo Corsini non ha visitatori. L'intento, ora che ii Circolo Ufficiali sta traslocando, è di accorpare alia Galleria Nazionale d'Arte Antica la collezione di Palazzo Corsini e sarà nell'interesse stesso del prossimo ministro portare avanti la riunificazione della Galleria, seguendo questo progetto dall'inizio del suo mandato al termine che, si spera, avverrà tra cinque anni». La direttrice spera anche che, con il prossimo Governo, cessino i conflitti di carattere politico con cui la Galleria Nazionale si è dovuta scontrare finora.«A volte abbiamo manifestato un parere negativo ai prestiti delle opere della Galleria, quando ritenevamo che lo spostamento rappresentasse un rischio per l'incolumità dell'opera», ha spiegato la Negro, «il nostro interesse è quello di tutelare la collezione, questo non significa chiudere la porta a scambi e prestiti, ma un'opera deve avere lunghi periodi di riposo nella propria sede. Molto spesso, però, siamo stato scavalcati dal capo dipartimento per i Beni Culturali e Paesaggistici Francesco Sicilia che ha avvallato prestiti e spostamenti nonostante il parere contrario della Galleria. È necessario cercare di arginare l'assalto alla nostra collezione, al solo fine di tutelarla».