PIETRE rubate dai muretti a secco e destinate alle ville del nord Italia. Camion che attraversano le campagne della Murgia con grossi sassi imballati. E' questo lo scenario descritto in un esposto presentato a Palazzo di Giustizia da Legambiente. L'associazione ha chiesto alla magistratura di indagare sul traffico di pietre che sempre più spesso vengono asportate dalla Puglia per essere commercializzate sul mercato illegale. E il sostituto procuratore Roberto Rossi ha aperto un fascicolo di indagine, il primo sul fenomeno denunciato più volte dalle associazione ambientaliste. Legambiente parte da alcune segnalazioni raccolte negli ultimi mesi. Alla procura fornisce particolari molto precisi, indica luoghi e circostanze. Il fenomeno è noto. L'associazione ambientalista spiega che è diffuso soprattutto nelle campagne della Murgia dove, sempre con maggiore frequenza, gli agricoltori lamentano il danneggiamento dei propri muretti a secco, il furto, soprattutto durante la notte, di pietre caratteristiche. Legambiente non esclude che dietro la scomparsa dei sassi vi sia un vero e proprio traffico, un'organizzazione specializzata. E nell'esposto, infatti, si parla di camion che, in molti, hanno visto passare nelle campagne. A bordo ci sono grosse pietre. Finiranno, sospettano gli ambientalisti, in alcuni depositi in provincia di Bari dove saranno imballati. Ufficialmente, perché così è scritto nei documenti di viaggio, saranno impiegati per frenare le frane. «Ricorre la notizia - scrive l'associazione nell'esposto - di veri e propri depositi di stoccaggio provvisorio delle pietre murgiane che un tempo costituivano un muro a secco o un trullo e nei documenti di viaggio risultano essere "balle di pietre per il contenimento di frane"». Ma Legambiente non crede a questa possibilità, pensa invece che le pietre siano destinate al mercato illegale, pronte per essere vendute ai benestanti proprietari di ville in tutte Italia. Per questo ha presentato una denuncia, per chiedere che sul fenomeno sia fatta chiarezza. «Confidiamo vivamente - spiega Francesco Tarantini, responsabile di Legambiente Puglia - nell'espletamento di verifiche e controlli che consentano di accertare la eventuale rilevanza penale del traffico di pietre, nonché la reale consistenza di questo fenomeno e di risalire all'identità dei responsabili». Il sostituto procuratore Roberto Rossi, nei prossimi giorni, conferirà una delega di indagine e disporrà accertamenti per accertare se si tratta, come probabile, di un vero e proprio traffico illegale.
Il traffico dei muretti a secco la procura avvia un' indagine
Un esposto di Legambiente ha denunciato il traffico di pietre rubate dai muretti a secco in Puglia per essere commercializzate sul mercato illegale. Il sostituto procuratore Roberto Rossi ha aperto un fascicolo di indagine e ha chiesto accertamenti per verificare se si tratta di un traffico illegale. L'associazione ambientalista ha raccolto segnalazioni e ha fornito particolari sul fenomeno, che è diffuso soprattutto nelle campagne della Murgia. Viene sospettato un traffico organizzato, con camion che trasportano pietre rubate e destinano a depositi in provincia di Bari. Legambiente chiede di accertare la reale consistenza del fenomeno e l'identità dei responsabili.
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