Oggi il documento di Bruxelles sarà presentato a Torino. Chiamparino: questo studio è solo il primo passo Antonio Ferrentino: Senza i risultati dell'osservatorio tecnico non si pianterà un chiodo Mercedes Presso: Lo studio dice ciò i che sosteniamo: è il percorso con il minore impatto Alberto Perino: Ci hanno preso in giro. Torniamo con le nostre bandiere in piazza MILANO Dopo la tregua olimpica (si fa per dire) e quella elettorale (più rispettata) riprende la protesta no-Tav. Questa mattina il popolo contro la Torino-Lione sventolerà le sue bandire a Torino. In Prefettura l'ex Commissario ài Trasporti Ue Loyola De Palacio presenta ai sindaci della Val di Susa i risultati dello studio redatto da cinque tecnici comunitari. Unabenedizione a tutti gli effetti del progetto e del lavoro compiuto dalla Ltf (la società italo-francese incaricata dei lavori preparatori) : «Gli studi fatti sulle previsioni di traffico e sugli aspetti legati alla salute e all'ambiente sono coerenti». Accompagnata da una serie di raccomandazioni: prima tra tutte la realizzazione di una valutazione d'impatto ambientale per il megatunnel di Venaus (sulla scia di quanto già previsto dall'osservatorio tecnico deciso da Palazzo Chigi a dicembre). I cinque saggi ipotizzano anche il ricorso a una documento di sintesi di Ltf dal momento che «una parte importante di questo studio è già stata preparata attraverso le indagini finora realizzate». Ma quello che per l'euro-commissario Jacques Barrot è «un eccellente punto di partenza per rilanciare il dialogo (offre un'informazione trasparente e imparziale)», per sindaci e comitati è solo la miccia che fa riesplodere la protesta. «Quello studio è solo un'operazione di marketing per giustificare il lavoro della Ltf», afferma il presidente della comunità montana della Bassa Val di Susa Antonio Ferrentino. Che mette anche in guardia: «Fino ai risultati dell'osservatorio tecnico non potrà essere piantato nemmeno un chiodo senza che si torni alle barricate». E così ieri, dopo la tregua, è partita la prima catena di sms pro-mobilitazione: «Mai siamo stati presi in giro in modo così strafottente: tutti davanti alla Prefettura». Perché, come dice Lele Rizzo del centro sociale Askatasuna, «riprende la protesta». «La presenza in piazza», gli fa eco il leader dei no-Tav Alberto Perino che anticipa anche la volontà dei comitati di «riliberare i terreni del cantiere di Venaus qualora fossero di nuovo recintati». Lo studio che oggi doveva essere presentato in anteprima ai sindaci della Val di Susa, ieri è stato pubblicato sul sito Ue. La prima reazione è stata «disertiamo l'incontro». Poi ha prevalso la linea del dialogo. Anticipa Ferrentino: «Chiederemo quindici-venti giorni di tempo, quindi un contradditorio pubblico: i cinque saggi della Commissione Ue e cinque nostri». «Perché finora non c'è mai stato un confronto tecnico, quello di oggi è l'ennesimo tentativo di lavaggio di cervello, per questo non ci sarò», avverte il sindaco di Borgone Simona Pognant. Come lei altri amministratori potrebbero poi scegliere di non sedere oggi al tavolo qualora non venisse autorizzata la presenza dei tecnici di parte e di alcuni europarlamentari. Getta acqua sul fuoco il sindaco di Torino Sergio Chiamparino: «Questo è solo un primo autorevole studio che ci incoraggia ad andare avanti, ma dovrà essere portato sul tavolo dell'osservatorio tecnico e quindi anche discusso dai sindaci». E il presidente della Regione Mercedes Bresso sottolinea: «Lo studio dice quello che sosteniamo da tempo: che il percorso individuato è il meno impattante, sono previste tutte le possibili soluzioni tecniche tese a mettere in sicurezza lavoratori e abitanti per l'eventuale presenza di sostanze pericolose durante lo scavo». Secondo i tecnici, infatti, «la linea storica non potrà più assorbire tutto, il traffico previsto che a medio termine»: «La saturazione sarà verosimilmente raggiunta entro il 2020». Quanto ai rischi per la salute: «Sono stati realizzati gli studi necessari per determinare il rischio (non significativo) di incontrare amianto o minerali radioattivi». E si raccomanda: «L'adozione di misure come quelle già usate per il tunnel del Gottardo». Ma soprattutto dialogo (fino ad oggi mancato, prima criticità) con i comitati. Che replicano: «Suggerimento da tecnici?». GLI ESPERTI Verrà presentato oggi a Torino il rapporto (180 pagine) degli esperti europei indipendenti: tabelle e date, illustrati dall'ex commissario europeo ai Trasporti Loyola de Palacio (foto), che rappresentano un sostanziale via libera dell'Europa al progetto dell'alta velocità Torino-Lione I CONTENUTI Secondo gli esperti, gli studi fin qui realizzati dalla Ltf (Lione-Torino ferroviaria) sono «soddisfacenti» su salute (amianto e radon), ambiente e modernizzazione della linea attuale invece della realizzazione di una nuova. 278 CHILOMETRI È la lunghezza della tratta Torino-Lione. Il tunnel di Venaus sarà lungo 53,1 chilometri 3.40 ORE I treni passeggeri percorreranno la Milano-Parigi in 3,40 ore (oggi sono 6,35) I corridoi europei e la tratta contestata Corridoio 5 Tav Torino-Lione Prima ipotesi di collegamento I corridoi europei ()