Dopo l'ira del Vicariato, il ministero assicura un intervento in pochi giorni. Un sacerdote: "Ma in giro c'è di peggio". Il Viminale: sarà rimosso il mega-poster del film di Dan Brown IL VICARIATO scrive e il ministero risponde facendo marcia indietro. Nonostante infatti Monna Lisa continui a sorridere beffarda, il manifesto del film di Dan Brown resterà sulla facciata della chiesa di San Pantaleo ancora per pochi giorni. «Entro la fine della settimana rimuoveremo dal ponteggio la pubblicità del "Codice Da Vinci"» assicura un funzionario dell'ufficio comunicazione del ministero dell'Interno, la stessa istituzione che aveva autorizzato l'inizio dei lavori di restauro della facciata della chiesa situata a pochi passi da piazzaNavona. «La responsabilità dell'accaduto è della ditta a cui il ministero ha dato 1'appalto : sono stati loro a prendere i contatti con la concessionaria della pubblicità senza sentire prima tutte le parti in causa. Ci adopereremo comunque affinché l'affissione che copre i lavori sia smantellata al più presto» prosegue il funzionario. Se dunque il vicariato non ha digerito l'idea che su una chiesa del centro di Roma fosse issata la maxi-locandina di un film molto controverso e che è stato pubblicamente condannato dal Vaticano, assai meno scandalizzati si sono dimostrati i fratelli religiosi che vivono proprio nella chiesa di San Pantaleo. «La protesta non è partita da noi, ma dal Vicariato che ha mandato una lettera direttamente agli enti coinvolti. Quando dieci giorni fa ho notato gli operai che issavano la pubblicità mi sono detto: meglio la locandina di un film che la foto di una donna nuda» ammette fratel Nello, della congregazione San Giuseppe Calasanzio. Dal canto suo, il rettore della chiesa preferisce non parlare con i giornalisti, ma fratel Nello assicura che «per ora non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale da parte del Ministero, ma di certo il manifesto del Codice Da Vinci sarà rimosso entro pochi giorni. Il che dimostra la buona fede sia dell'impresa edile che delle istituzioni: forse nessuno aveva pensato che una pubblicità del genere potesse urtare la sensibilità del Vaticano». Strano, soprattutto se si considera che il best-seller di Dan Brown, trasformato in una pellicola interpretata da Tom Hanks e Audrey Tatou, ha fatto discutere per mesi, ricevendo giusto a Roma la sera del venerdì santo, una censura pubblica da parte del predicatore pontificio davanti al Papa. «Quel libro l'ho letto, ma sinceramente credo che al giorno d'oggi ci siano romanzi, film e programmi televisivi di livello ancora più basso» conclude fratel Nello, assicurando comunque che «poiché i lavori di restauro proseguiranno per almeno un anno, prenderemo contatti con la ditta per visionare le pubblicità prima che vengano issate sulla facciata». Un modo per tutelarsi ed evitare altre polemiche. O meglio, per evitare che bagarre del genere diano ancora più risalto alle astute strategie pubblicitarie dei colossi del settore.