Il presidente della Fondazione e le strategie sui finanziamenti. «Fondi al Teatro, pronto a incontrare Galan». Vanno ripensati i rapporti con gli enti pubblici, ma resta la nostra autonomia. Tra le nuove iniziative, quella di affiancare al Cinema una Mostra di progetti di televisione A pochi giorni dal rifiuto del governatore del Veneto Galan di dare il contributo regionale alla Biennale Teatro di Scaparro perché questi aveva partecipato a un convegno Ds negli ultimi giorni d campagna elettorale, torna sul caso il presidente della Fondazione Davide Croff. E la sua è una mane tesa, non «per chiedere un piatto di minestra, ma consenso sui progetti». Presidente, la Biennale è Fondazione da due anni. Lo statuto come regola l'apporto dell'ente pubblico? «Per legge su tre livelli: ordinario, per far funzionare l'istituzione; specifico per Cinema, Teatro Musica, Danza, sovvenzionati dallo Stato tramite Fus, Fondo Unice Spettacolo, sempre più ridotto. Alle sedi provvede il comune di Venezia». Il contributo negato dalla Regione rientra in queste voci? «1300 mila euro riguardavano la Biennale Teatro incentrata su Goldoni e Gozzi recitati come un tempo nei campielli: più Veneto di così! È una rinascita, la Regione non può mancare. Siamo pronti a incontrare Galan». Come si è mossa finora la Fondazione e come si muoverà? «Siamo passati a coprire dal 10 al 35 dei costi con ricavi da biglietti, sponsor, merchandising. Ma sono i rapporti con gli enti pubblici che vanno ripensati: legame col territorio, ma autonomia "politica" della Biennale». L'episodio di cui sopra rientra nelle difficoltà a vedere come un bene la cultura in Italia... «In Italia non si ammette che la cultura è remunerativa sia a livello di micro che di macroeconomia». Un esempio micro? «Il direttore dell'aeroporto di Venezia dice: si vede se c'è la Biennale dal numero di jet privati in lista per atterrare». Un esempio macro? «L'apporto al Paese in termini di immagine, turismo... Il discorso è politico, implica la ridefinizione del rapporto fra cultura e economia. Mi appello già ai due nuovi ministri». La cultura, sia essa patrimonio artistico o attività, è il petrolio dell'Italia: non lo sfruttiamo. «Perché ciò avvenga devono impegnarsi enti pubblici e privati, e noi operatori culturali: con efficienza, professionalità, capacità selettiva. Anche nel ripartire i fondi: i soldi sono pochi, ma non va colpita proprio la cultura come nella finanziaria 2006; e, fissato il budget, no ai contributi a pioggia. È un ragionamento da manager economico (Croff lo è stato per Fiat e Bnl, ndr) ma applicato a un'istituzione culturale!». E i rapporti con i privati? «Superiamo il concetto di sponsor: lo ha capito la Spagna, da sempre gli anglosassoni. Dobbiamo creare partnership. L'industria investe nella creatività del design, associamo gruppi bancari, assicurativi, industriali in progetti performativi». Evidente il collegamento design-industria, non con teatro, musica, danza. A meno che non riguardi le tecnologie. Bill Gates potrebbe essere coinvolto? «La tecnologia è il filo che porta all'archivio Biennale, patrimonio di tutti. Ma anche per affiancare al Cinema una Mostra di progetti di Televisione. E la mostra Arti visive ne genererà una di fotografia vedi New York, Tokio. L'Architettura invece si sdoppierà a Palermo». Tra le strategie per finanziare la Fondazione, sarebbe applicabile il fund raising? «La Biennale è sinonimo di sperimentazione, sguardo al futuro... È questo l'elemento su cui far leva presso i partner: l'innovazione». Il governatore contro Scaparro IL FATTO II governatore del Veneto Galan (in alto) si è rifiutato di contribuire con 300 mila euro alla Biennale Teatro 2006 diretta da Scaparro e dedicata a Goldoni e Gozzi con spettacoli nei campielli L'ACCUSA Galan: «Scaparro non doveva partecipare a un'iniziativa dei Ds negli ultimi giorni della campagna elettorale. Per noi il caso è chiuso, ma lui deve ammettere che ha sbagliato»
Croff: ci negano i soldi ma la Biennale va avanti
Il presidente della Fondazione Davide Croff ha espresso le sue strategie per finanziare la Biennale Teatro. La Fondazione ha già coperto il 35% dei costi con ricavi da biglietti, sponsor e merchandising. Tuttavia, i rapporti con gli enti pubblici devono essere ripensati. La Regione del Veneto ha rifiutato di contribuire con 1300 mila euro alla Biennale Teatro, che è stata dedicata a Goldoni e Gozzi. Croff ha affermato che la cultura è il petrolio dell'Italia e che devono essere impegnati enti pubblici e privati per ripartire i fondi in modo efficiente. Ha anche proposto di creare partnership con l'industria e di utilizzare la tecnologia per finanziare la Fondazione.
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