L'anniversario. Mostra al Vittoriano. La prima udienza il 23 aprile del 1956. Sogni e battaglie nelle leggi dipinte Come si fa a celebrare i 50 anni della Corte costituzionale con una mostra? L'idea, proposta da Fernanda Contri, è stata raccolta da Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina, che hanno pensato di raccontare i principi fondamentali della Costituzione e i passi delle più significative sentenze della Corte costituzionale attraverso una sessantina di opere tra olii, manoscritti originali, documenti. Ma sono soprattutto i quadri i protagonisti di questa esposizione, che annovera autori del passato come Michelangelo, Pontormo, Bronzino. Salviati, Bellotto, Francesco Guardi, accanto a contemporanei come Boccioni, Casorati, Sironi e Campigli. Il cinquantenario della Corte costituzionale ricorre proprio in questi giorni: la prima udienza pubblica si tenne infatti il 23 aprile del 1956, presieduta dal suo primo presidente, Enrico De Nicola. Marcenaro e Boragina spiegano che hanno deciso di utilizzare gli artisti «non soltanto per le loro grandezze, ma come testimoni, forse involontari, di quelle zone d'ombra nelle quali si erano accumulate per secoli le aspirazioni dei cittadini che poi, con uno dei più alti documenti della convivenza civile, si sono coagulate nella Costituzione, su cui poggia l'ordinamento del nostro Stato». Così ogni sezione della mostra ha i suoi illustratori. L'area riguardante il lavoro contiene il dipinto con le mondine di Angelo Morbelli, intitolato «Per ottanta centesimi!» e «La diana del lavoro» di Plinio Novellini che allude alla «diana», la chiamata quotidiana dei lavoratori nel porto di Genova. La sezione dedicata ad ambiente, cultura, paesaggio e scuola presenta un disegno di Michelangelo per le tombe parietali di Leone X e Clemente VII nel coro della basilica di San Lorenzo a Firenze e il bellissimo «Ritratto di Laura Battiferri» del Bronzino. Seguono il manoscritto di Machiavelli con l'introduzione ai «Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio» e una lettera di Galileo in cui lo studioso parla della rivoluzione copernicana. La famiglia è rappresentata in una serie di opere che partono dal ritratto eseguito verso la fine del Cinquecento da Lavinia Fontana, con due genitori e cinque figli riuniti intorno a un tavolo ad ostentare in maniera quasi didascalica la vita familiare come modello di «chiesa domestica», in cui l'importanza della fedeltà è simboleggiata dal piccolo cane al centro della scena. C'è un cane anche nella «Famiglia dell'ingegner Lavagnolo», dipinta nel 1852 da Domenico Pagliarini, mentre Felice Casorati pone un gatto nero ai piedi di Olga Tarello, ritratta insieme con il marito, il figlio e la nuora che tiene in braccio un bambino. Il ripudio della guerra è illustrato da «Zaino in spalla» di Massimo Campigli con soldati in trincea durante la Grande Guerra e dalla «Casa bombardata» di Carlo Levi. La salute e l'assistenza dalle «Storie della Beata Umiltà da Faenza» del Pontormo. Per alludere ai temi del risparmio si è scelta una curiosità: il conto corrente di Michelangelo rintracciato nel «Libro dei debitori e creditori del Banco Balducci di Roma» del 1514. Si tratta di un documento particolare, uno dei conti dell'artista, che testimonia i sempre conflittuali rapporti tra committenza e uomini votati alla creatività. Vittoriano, ingresso Ara Coeli, tei. 06.69202009. Fino al 24 maggio. Ingresso libero.
150 anni della Corte Costituzionale tra quadri, documenti e manoscritti
La mostra "L'anniversario. Mostra al Vittoriano" celebra i 50 anni della Corte costituzionale. La mostra è stata organizzata da Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina, che hanno raccolto opere d'arte e documenti per raccontare i principi fondamentali della Costituzione e le sentenze più significative della Corte costituzionale. La mostra include opere di artisti del passato come Michelangelo, Pontormo e Bronzino, e contemporanei come Boccioni, Casorati e Sironi. Ogni sezione della mostra ha i suoi illustratori, che spiegano come gli artisti abbiano rappresentato temi come il lavoro, l'ambiente, la famiglia e la salute.
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