Restyling dell'architetto giapponese Tadao Ando per il palazzo acquistato da Francois Pinault Domenica 30 aprile, Palazzo Grassi, sul Canal Grande di Venezia, riaprirà al pubblico completamente rinnovato da Tadao Ando, architetto giapponese minimalista autodidatta, insignito nel '95 del Pritzker Prize, l'Oscar dell'architettura, per conto della nuova proprietà che succede alla famiglia Agnelli che gli aveva ridato nuova vita negli anni 80: Francois Pinault. È il maggiore azionista di Gucci, «nemico» del re del lusso, Bernard Arnaud, patron del polo del lusso Lmvh, grande collezionista di opere d'arte contemporanea che in parte, 167, da Koons a Cattelan, da Fontana a Rothko, verranno esposte nella mostra «Where Are We Going?», fino al 1 ottobre 2006, curata da Alison M. Gingeros. Pinault nel maggio 2005 si è assunto la responsabilità di Palazzo Grassi: è stata costituita una nuova società Palazzo Grassi spa, nella quale Francois Pinault, socio di maggioranza con l'80 delle quote, e presidente, è affiancato da Casinò municipale di Venezia, società a partecipazione mista pubblico-privato controllata dal comune di Venezia. Il cda presieduto da Pinault è formato da Jean-Jacques Aillagon, direttore generale e a.d.; Patricia Barbizet, Guido Rossi in rappresentanza del Casinò municipale di Venezia e Isabelle Nahum-Saltiel. Nel comitato d'onore, fra gli altri, anche Tadao Ando, che in passato ha firmato le architetture di Fabbrica per Benetton, e il teatro milanese di Giorgio Armani, John Elkann, Alain-Dominique Perrin e Miuccia Prada. L'attuale allestimento ha superato completamente il precedente intervento di Gae Aulenti non solo nelle sale, ma anche per quanto riguarda la scala che conduce all'uscita, che Tadao Ando ha alleggerito nelle volumetrie e resa più lineare secondo il concetto minimalista che permea la sua poetica. La realizzazione delle opere è stata affidata al general contractor Brandolin Dottor Group che ha lavorato al restauro della Basilica di S. Giorgio, del Palazzo Patriarcale e della Torre dell'Orologio. Il progetto illuminotecnico è stato curato da Tadao Ando in collaborazione con lo studio milanese Ferrara-Palladino. Il restyling interno del settecentesco Palazzo Grassi ha interessato 5 mila mq di spazi espositivi, 40 sale oltre all'atrio principale che è stato completamente rinnovato con una soluzione architettonica a 20 metri d'altezza. I lavori sono stati effettuati in tempi strettissimi: cinque mesi e hanno coinvolto 105 persone. L'impegno di Pinault per Venezia non si limiterà a Palazzo Grassi. Infatti, l'uomo d'affari francese è interessato all'acquisto di Palazzo Labia, che in parte ospita, ancora per poco, la sede di Rai Veneto, che per ragioni logistiche e tecniche si trasferirà a Mestre. Sarà venduto per una cifra vicina ai 60 milioni di euro. La riapertura di Palazzo Grassi per mano del finanziere francese è solo il primo passo del progetto Pinault per Venezia che inserisce nel solco aperto da Giovanni Agnelli quando acquistò Palazzo Grassi nel 1978 destinandolo alle esposizioni artistiche. La Fiat lo rilevò nel 1983, e fu riadeguato dall'architetto milanese Gae Aulenti, che in quel momento aveva ottenuto l'incarico per la sistemazione del musée d'Orsay a Parigi, in collaborazione con l'architetto veneziano Antonio Foscari. Palazzo Grassi ha presentato fino al 2005 grandi mostre, il cui successo è stato nel corso degli anni un segno distintivo delle stagioni veneziane. L'intervento di Tadao Ando ha riformulato i volumi interni garantendone la reversibilità. «I nuovi ambienti, aperti e comunicanti, riscoprono e valorizzano alcune irregolarità della originaria geometria del palazzo», si legge in una nota, «il colore bianco impiegato per la laccatura delle pareti e quello grigio scelto per lo speciale tappeto di rivestimento dei pavimenti preservano la piena espressione degli elementi decorativi d'epoca ed emanano un'atmosfera serena e distesa, ottimale alla contemplazione delle opere che saranno qui accolte per le esposizioni». «Abbiamo eliminato il superfluo, semplificato le forme, adattato gli interni all'arte del secondo '900 mantenendo inalterato solo le travi di legno uniche degne di dialogare con l'arte moderna», ha spiegato il 69enne Pinault, che realizza il sogno di esporre la sua collezione dopo vari tentativi in Francia e dopo aver sperato di farlo nell'ex fabbrica Renault a Boulogne-Billancour, a un passo da Parigi. Per acquistare Palazzo Grassi, pagato circa 29 milioni, Frangois Pinault ha dovuto vedersela con il miliardario Guido Angelo Terrazzi che ora è in corsa per l'acquisto di palazzo Labia, che conserva gli affreschi di Giambattista Tiepolo. L'eventuale compratore dovrebbe metter mano al portafoglio per 60 milioni di euro. Ma la cifra, verosimilmente, è destinata a scendere anche se non di molto. Guido Angelo Terrazzi vorrebbe farne un contenitore d'arte, prendendosi la rivincita dopo essere stato costretto a passare la mano su Palazzo Grassi. Ma risulta che altri siano interessati all'acquisto del palazzo Rai di Venezia. Tra questi anche la famiglia Benetton che, a Venezia, ha già investito largamente comperando e ristrutturando alberghi dell'intera parte destra di calle Vallaresso oltre ad altri contenitori dislocati in altre zone. Ma sembra che in corsa ci sia anche Leonardo Del Vecchio, presidente di Luxottica e di Beni Stabili, società interessata ad avere un pacchetto di immobili di sempre più grande prestigio. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, Del Vecchio potrebbe realizzare acquistando Palazzo Labia, un suo vecchio pallino: mettere in piedi un museo degli occhiali e varie mostre d'arte. Quello che è certo è che non sembra voler partecipare alla gara Francois Pinault, l'uomo d'affari che oltre a Palazzo Grassi aspira ad avere anche Punta della Dogana, altra area sulla quale il sindaco Massimo Cacciari intenderebbe dar luogo a rassegne d'arte moderna e quindi a vedere di buon occhio l'interessamento di monsieur Pinault, il nuovo doge di Venezia.
Palazzo Grassi riapre ma è nippo francese e diventa minimalista
Il Palazzo Grassi a Venezia, acquistato da Francois Pinault, riaprirà al pubblico dopo un restauro completo da parte dell'architetto giapponese Tadao Ando. Il restauro ha interessato 5.000 mq di spazi espositivi e 40 sale, e ha coinvolto 105 persone in cinque mesi. Il progetto illuminotecnico è stato curato da Ando in collaborazione con lo studio milanese Ferrara-Palladino. Il nuovo allestimento ha superato completamente il precedente intervento di Gae Aulenti, garantendo la reversibilità dei volumi interni. I nuovi ambienti sono aperti e comunicanti, riscoprono e valorizzano alcune irregolarità della originaria geometria del palazzo.
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