Porta Palazzo. I cittadini scrivono al Ministero dei Beni Culturali: «Bisogna intervenire, il progetto è brutto e dequalifica la zona» Dopo la lotta per I posteggi, i residenti del Quadrilatero protestano ora contro la sistemazione delle Porte Palatine Un'immagine satellitare tratta da Google Earth e una foto di come il parco archeologico ha trasformato la zona delle Porte Palatine. A destra le colonne che hanno sollevato diverse polemiche Il Comitato parcheggi in superficie del Quadrilatero torna all'attacco delle decisioni prese dal Comune di Torino nella zona di Porta Palazzo, indirizzando però questa volta le critiche contro il parco archeologico realizzato attorno alle Porte Palatine. E come era già stato per il problema dei posteggi, i suoi componenti puntano in alto, indirizzando una lettera di fuoco direttamente al Ministero peri Beni Culturali. Un documento, questo, «in cui - come sottolinea Lalage Glorio, storica portavoce della protesta per le strisce blu riservate ai residenti, in cui - vogliamo innanzitutto denunciare quanto il Comune prenda delle decisioni, che magari a lungo termine si dimostrano sbagliate come per piazzale Valdo Fusi, senza interpellare minimamente i cittadini. Ma al di là delle richieste di maggior partecipazione alle scelte di Palazzo Civico in materia di arredo urbano, quello contenuto nella lettera inviata all'ex ministro Buttiglione è innanzitutto, un giudizio estetico su un opera considerata senza tanti giri di parole «brutta». «L'idea di creare in prossimità dell'ultima porta romana di Torino - si legge nella missiva - ha subito trovato il favore dei cittadini. Peccato però che, a lavori quasi ultimati, ben 250 famiglie che compongono il Comitato parcheggi in superficie abbiano bocciato il re-stiling voluto dal Comune di Torino come brutto. Un malcontento a cui si aggiunge quello dell'80 percento della cittadinanza». Ma quali sono questi elementi che hanno trovato una così dura condanna da una quota così larga di torinesi? Innanzitutto, a salire sul banco degli imputati sono i pilastri e le colonne che circondano le rovine romane, e «che schiacciano e sovrastano la facciata e la cancellata della manica lunga di Palazzo Reale». Ancora più severo è poi il giudizio sul bastione realizzato su corso Regina. «È un falso storico - scrivono i tre firmatari della lettera - dalla cui cima parte una sequenza di pilastri e colonne che si rifanno ad un'ispirazione che potremmo definire neo-classica del periodo fascista. Una copia della copia, insomma, ispirata a Mussolini e alla romanità». Parole dure, durissime, che diventano senza appello nel voto complessivo del parco archeologico. «Ai più ricorda un campo di stermino, idea che viene rafforzata dalla torretta del vicino nuovo isolato Santo Stefano». «Anche se il Comune non ci ha ascoltati - conclude Lalage Florio - deve capire che l'assetto superficiale scelto per le Torri Palatine è terrificante anche solo per il comune senso del gusto. Il nostro buon senso civico ci impone la denuncia e il proposito di creare un Comitato di difesa del nostro patrimonio storico - artistico - culturale contro la creazione di nuovi mostri come questo. Abbiamo anche dato il via a una raccolta di firme, in modo che quest'opera, costata fin'ora 3 milioni di euro possa ancora essere modificato e riprogettato».