SUSA - La sede dell'Osservatorio Tav sarà a Susa (Torino), in un'ala dell'ex caserma "Clemente Henry", ora abbandonata, poco distante dalla palazzina della Guardia di Finanza. Si trova sulla direttrice della statale 25, nella centrale piazza d'Armi. C'è già il via libera dell'Agenzia del Demanio. «Potremo rendere operativa la struttura nel giro di dieci-quindici giorni», assicura Mario Virano, da marzo presidente "bipartisan" dell'Osservatorio (è stato nominato dal Governo, con il consenso della Regione Piemonte e degli enti locali); architetto, già amministratore delegato dell'autostrada del Frejus, siede nel Consiglio d'amministrazione dell'Anas. «Tutto è pronto precisa Virano , ma per correttezza, prima dì insediarci, aspettiamo l'ok operativo dal Tavolo tecnico che il nuovo Governo avvierà con le comunità locali». L'Osservatorio avrà una configurazione leggera, con segreteria e funzioni di supporto; saranno preparate stanze e sale con allestimenti fieristici, «per dare l'immagine della provvisorietà, ma anche del lavoro intenso». Entro metà maggio sarà siglata un'intesa con le rete degli atenei subalpini (Università e Politecnico di Torino. Università del Piemonte orientale) per poter disporre con rapidità di tutte le ricerche e delle competenze già esistenti sul territorio. Alcuni docenti saranno coinvolti, a seconda degli argomenti, in audizioni specialisti-che. «Intendiamo costruire quanto prima un sito Internet che possa fornire in modo trasparente tutta l'informazione esistente sulla Tav aggiunge il presidente dell'Osservatorio . L'idea è di costruire una banca dati ricca e soprattutto, condivisa. Con numeri e ricerche sul traffico, sulla geologia, sull'impatto ambientale che vengano oggettivamente riconosciuti da tutti. Non debbono essere funzionali agli schieramenti, ma strumenti utili a decidere, senza pregiudizi. Inseriremo anche controdeduzioni ragionate a studi o report non fondati». La sede dell'Osservatorio, nelle intenzione del presidente, deve essere aperta a tutti. La sicurezza necessaria vena garantita dalle forze dell'ordine. «Mi auguro conclude Virano che possa essere garantito un metodo. Qui saremo vicino alle comunità locali. Bisognerà saper ascoltare. E comunicare in modo chiaro e accessibile per evitare inutili tensioni. Quel che è accaduto nei mesi passati giova a nessuno».
TAV. In una ex caserma di Susa è pronto l'Osservatorio sui lavori
L'Osservatorio Tav sarà sede a Susa (Torino) in un'ala dell'ex caserma "Clemente Henry". Il via libera è già stato ottenuto dall'Agenzia del Demanio e si prevede che la struttura possa essere rendibile in 10-15 giorni. Il presidente dell'Osservatorio, Mario Virano, assicura che tutto è pronto, ma aspetterà l'ok operativo dal Tavolo tecnico con le comunità locali. L'Osservatorio avrà una configurazione leggera con segreteria e funzioni di supporto, e sarà dotato di stanze e sale con allestimenti fieristici. Intendono costruire un sito Internet condiviso per fornire informazioni trasparenti sulla Tav.
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