Demolito l'ultimo edificio, la città ha ritrovato un panorama che non ricordava più. Progetti dalla Biennale di Venezia per l'area BARI Sarà scritto da Mosca o da Venezia, oppure da entrambe, il futuro dell'area che ha visto sorgere e cadere la Saracinesca, l'eco-mostro da trecentomila metri cubi che non cancella più il lungomare di Bari? Da Mosca, potrebbero venire investimenti in nome della comune devozione per San Nicola, patrono di Bari a cui è intitolata la basilica romanica e santo «numero uno» della religione ortodossa. Da Venezia, circa cinquanta tra idee e progetti presentati per impulso della Biennale. Ieri, intanto, altri 150 chili di dinamite hanno fatto il proprio dovere. Del complesso di Punta Perotti ormai è rimasto solo un palazzo. Troppo vicino ad altri edifici per farlo collassare con l'esplosivo, verrà demolito meccanicamente entro la fine di maggio. Continua invece la controversia legale tra il Comune di Bari e il gruppo Matarrese (che ha costruito la Saracinesca assieme ai gruppi Andidero e Quistelli), con reciproche richieste di risarcimento danni. Ma si tratta di argomento fiacco, che interessa soprattutto alle contrapposte pattuglie di avvocati. Resta aperta una questione: se sia giusto che a pagare i costi della demolizione (ed eventualmente altri danni) debbano essere i cittadini baresi, mentre politici e funzionari che tutto questo autorizzarono vadano esenti da ogni responsabilità. L'ultimo vero nodo della Punta Perotti Story è questo. Intanto, il sindaco Michele Emiliano, ricevendo il Panda d'Oro, premio speciale del Wwf, ha detto: «II merito di questo abbattimento è di Berlusconi. È stato lui a varare la legge (che prevedeva l'abbattimento di Punta Perotti, ndr) che io mi sono limitato ad applicare». A ciascuno il suo, insomma. E ai 4 chilometri di costa non più compromessi da Punta Perotti, dice il sindaco, tanto verde. Un parco. Panchine. Alberi. «Comunque un'area nella quale saranno realizzate strutture leggere, pensate soprattutto per chi non può permettersi vacanze in estate. Ma su questo il dibattito con i costruttori, i cittadini, le associazioni, le istituzioni, è appena incominciato». Nel frattempo, piace pensare che San Nicola il santo nero le cui reliquie i baresi rubarono a Myra nel 300 dopo Cristo, per incrementare i pellegrinaggi e gli affari sull'esempio di quel che avevano fatto i veneziani con San Marco , porti Putin a Bari. Investitori russi che puntino sullo sviluppo del turismo religioso tra l'ex Urss e Bari. Passando per (i progetti della Biennale di) Venezia.