La recente sentenza emessa dal Tar, con la decisione di sospendere l'efficacia dell'atto amministrativo adottato dalla Regione Lazio che bloccava il cantiere per i lavori di trasformazione della centrale a carbone di Civitavecchia, ha segnato un punto a favore dell'Enel, fatto positivo, perchè comunque mette in guardia da un certo uso spregiudicato del diritto, a sostegno di tesi chiaramente politiche. Ma è evidente a tutti gli interlocutori che occorrerà comunque tornare a sedersi attorno ad un tavolo, con la speranza di trovare un accordo, che non lasci ai tribunali le decisioni. Perché questo possa avvenire sarebbe opportuno stare ai fatti e non coltivare illusioni, al solo scopo di prendere tempo e suscitare inutili aspettative. Primo. Il progetto dell'Enel prevedeva e prevede di trasformare quell'impianto a carbone. Tale progetto ha ottenuto una valutazione di impatto ambientale positiva ed a tale valutazione ha partecipato anche la Regione Lazio. Il via libera è stato dato fra l'altro sulla base di una drastica diminuzione della quantità di emissioni in atmosfera della nuova centrale rispetto alla vecchia. Di conseguenza l'Enel ha già speso o emesso ordini per 1,2 miliardi di curo. Secondo. La tecnologia costruttiva di una centrale a carbone è completamente diversa da quella di una centrale a gas. Alternativa che la Regione Lazio ha avanzato in zona Cesarini. Il che vuol dire che un cambio di questo genere, che peraltro all'Enel non interessa in alcun modo, porterebbe alla perdita della gran parte di tutti gli investimenti fin qui fatti. L'Enel ha progettato e richiesto le autorizzazioni, concesse, per una centrale a carbone e non a gas, per poter produrre un chilowattora meno caro. Un'esigenza di tutto il Paese, ribadita in tutti 1 documenti di programmazione energetica. Né intende in alcun modo, lo ha detto a chiare lettere, realizzare un altro ciclo combinato (a gas) nel Centro Italia. Terzo. La Regione Lazio ha avanzato un'ulteriore proposta. Realizzare un impianto di rigassificazione a Montalto di Castro, un po' più a nord di Civitavecchia. Un'ottima offerta per un'infrastruttura di cui il Paese ha urgente bisogno; con un difetto grave. L'avere condizionato questa scelta alla rinuncia da parte di Enel al carbone a Civitavecchia a favore del gas. La qual cosa contrasta, senza soluzione, con quanto esposto sopra al punto 1 e 2. Inoltre va ricordato che un analogo progetto fu soppresso da Enel nel 1996, proprio per le opposizioni che in tutto il Lazio si levarono contro di esso. Si tratta quindi di una proposta impegnativa o, come sostenuto recentemente da un noto esponente ambientalista, di «una presa in giro»? Questi elementi dovrebbero essere chiari a tutte le parti in causa per poter ripartire dai fatti. Lo spazio di manovra, come si vede, non sembra essere granché. Sono però convinto che, se le intenzioni delle parti fossero limpide e non guastate da pregiudizi od interessi politici, molto potrebbe ancora essere fatto. Probabilmente si può lavorare ancora sull'impiantistica della futura centrale per ridurre ulteriormente le emissioni. Enel dovrebbe impegnarsi ad avviare progetti compensati vi per le emissioni di CO, E infine, se veramente si scegliesse di confermare la scelta del rigassificatore, sarebbe legittimo chiedere ad Enel ulteriori interventi che qualifichino il polo energetico dell'Alto Lazio anche nella direzione della ricerca di nuove soluzioni energetiche.
Civitavecchia, ecco perchè la centrale va fatta
La sentenza del Tar ha sospeso l'efficacia dell'atto amministrativo della Regione Lazio che bloccava il cantiere per i lavori di trasformazione della centrale a carbone di Civitavecchia. Questa decisione è stata vista come un punto a favore dell'Enel, ma è necessario tornare a sedersi attorno ad un tavolo per trovare un accordo. Il progetto dell'Enel prevede di trasformare la centrale a carbone in una centrale a gas, che ha ottenuto una valutazione di impatto ambientale positiva. La tecnologia costruttiva di una centrale a carbone è diversa da quella di una centrale a gas, e un cambio di tecnologia potrebbe portare alla perdita degli investimenti fin qui fatti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo