Il decreto legislativo del governo Berlusconi- Matteoli entrerà in vigore il 29 aprile La delega ambientale entra in vigore il giorno 29 aprile. I danni che può fare sono quelli di un'alluvione. Il governo in carica potrebbe perfino nominare commissari inamovibili per svariati anni. Ma si può evitare il pericolo L'interregno è molto pericoloso. Ma non in astratto o perché, come avveniva un tempo, il signore sconfitto possa scappare con la cassa, o bruciare gli archivi. Ma perché negli ultimi giorni confusi di un governo sconfitto possono avvenire scelte che peseranno a lungo sul dopo. In particolare possono avvenire nomine che rischiano di essere irrevocabili per molti anni e possono entrare in funzione fasci norme completamente in contrasto con le scelte della nuova amministrazione che dovrà applicarle, anche se la popolazione ha votato per ottenere un risultato diverso. Nel caso specifico la preoccupazione nasce da una sorta di promemoria che Valerio Calzolaio ha scritto e l'Unità ha pubblicato venerdì scordso con il titolo «Terremoto ambientale». Si tratta di questo. Il 29 aprile entra in vigore il decreto di modifica della legislazione ambientale vigente. Infatti la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006 è avvenuta il 14 aprile. Passati 15 giorni, che terminano appunto il giorno 29, è fatta. Calzolaio che è stato sottosegretario all'Ambiente con i governi D'Alema e Amato, descrive la preoccupante situazione che il paese ha di fronte e che del resto è stata messa in luce da ambientalisti, consigli regionali, opposizione in parlamento nel corso di anni. Ma non c'è stato niente da fare. Le disposizioni generali, le procedure di valutazione e autorizzazione e poi le varie materie come la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione; la tutela delle acque e le risorse idriche; la gestione dei rifiuti e i siti inquinati; la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni; il danno ambientale, sono state raccolte in 318 articoli e 45 allegati, pieni di errori, di incongruenze, di motivi d'impugnazione. Ma non c'è tempo. La situazione è davvero drammatica, perché la legge consente all'attuale ministro di fare e disfare alcune cose importanti e obbliga perfino la futura amministrazione a applicare le sue scelte, per lo più sbagliate e pericolose. Il caso sul quale Calzolaio sollecita l'attenzione del futuro governo e dell'opinione pubblica è quello di una norma definita «particolarmente dannosa». «L'articolo 63 sopprime dal 30 aprile del 2006 le autorità di bacino previste dalla legge 18389». Al loro posto doverebbero subentrare autorità di bacino distrettuali i cui organi sarebbero eletti con una procedura lunga. Nel frattempo il governo ancora in carica potrebbe nominare dei commissari, al tempo stesso incompetenti e legati al proprio potere. Quanto rimarrebbero in sella questi eventuali commissari? Quali sarebbero le loro prerogative, il potere? Qui soccorre una riflessione che nasce anche dalla lettura di una breve lettera inviata a la Repubblica da Franco Bassanini qualche giorno fa. Bassanini distingueva tra il suo spoil system e quello di Franco Frattini, suo successore come ministro della Funzione pubblica per il governo Berlusconi. Con Bassanini potevano essere sollevati dall'incarico alcuni direttori generali del ministero, mentre con Frattini e Berlusconi era tutta una nutrita schiera di funzionari, ritenuti non fedeli, (leggi: «comunisti») che sono stati tolti dalla loro attività. Una volta attuato il repulisti della Casa della libertà, la legge è cambiata di nuovo, rendendo le future sostituzioni molto più difficili e legate a un criterio più accettabile. In altre parole, dopo una serie di nomine discrezionali e prive di ogni buon senso, di persone spesso incapaci e impreparate, la legge è cambiata e quelle persone possono essere avvicendate solo dopo un tempo di cinque anni. Se anche per i commissari di bacino si seguisse questo principio, avverte Calzolaio, dovremmo sopportarli a lungo. E suggerisce alcune misure di salvaguardia che il futuro governo o la presidenza della repubblica dovrebbe e potrebbe prendere. In sostanza il governo uscente dovrebbe limitarsi a meno ancora dell'ordinaria amministrazione, al semplice disbrigo degli affari correnti. Un'altra misura proposta è quella di chiedere al governo Berlusconi di emanare un decreto di rinvio dell'entrata in vigore del decreto legislativo. In cambio - suggerisce Calzolaio che evidentemente è molto preoccupato per il disastro incombente - il govrerno futuro potrebbe già oggi impegnarsi «a non abrogare il testo ma a modificarlo in un trasparente percorso parlamentare».