Siamo un gruppo di guide turistiche autorizzate di Roma e provincia e vorremmo intervenire sulla nota della Soprintendenza archeologica sul Colosseo, il cui nuovo programma espositivo, messo a punto dalla Soprintendenza stessa, prevede l'allestimento di due mostre l'anno. Tali iniziative comporteranno un supplemento della tassa d'ingresso di 3 euro, portando il totale a 11 (83). Per migliorare la fruizione del Colosseo, che ha registrato nel 2005 un notevole incremento di visitatori, la Soprintendenza giudica necessario prevedere una distribuzione dei flussi di pubblico, introducendo dal 1 marzo scorso l'obbligo di prenotazione per i gruppi. In più è fatto obbligo alle guide di usare apparecchi radiotrasmettitori per la sua illustrazione «necessari per rendere più confortevole la visita e migliori le condizioni di lavoro del personale». Inoltre, da comunicazione scritta della Soprintendenza apprendiamo che l'obbligo della prenotazione riguarda i gruppi superiori a 14 persone ad un costo di euro 1,5 a persona, portando in tal modo l'onere di accesso al Colosseo al totale di euro 12,5 (831,5). Pertanto a tali iniziative della Soprintendenza chi sottoscrive ritiene di dovere replicare, esprimendo la propria perplessità sul numero delle mostre preventivate nell'arco dell'anno, che rischiano di occupare in permanenza con le loro strutture una parte significativa del monumento; inoltre J'istituzione di una tassa supplementare d'ingresso per tutti i visitatori (e non soltanto di quelli interessati alle mostre, per essere l'ingresso alle mostre il medesimo del monumento) non sembra conforme a criteri di trasparenza e di correttezza. E' vero che nel 2005 il Colosseo ha avuto un incremento di visitatori, tuttavia non ci risulta che il loro numero sia mai stato o sia tale da costituire una minaccia alla sicurezza del monumento, né un ostacolo per la sua fruizione. Il Colosseo ha la capacità di molte centinaia di persone, sebbene la metà circa del livello del pianterreno sia precluso da anni al pubblico per restauri; riteniamo invece che nei giorni e nelle ore di punta sia sufficiente scaglionare all'entrata il numero dei visitatori per garantire la sicurezza. Pertanto non si vede la necessità di introdurre in via sperimentale, per di più all'inizio della stagione turistica e con costi aggiuntivi per gli operatori, l'obbligo della prenotazione per i gruppi: anche perché l'iniziativa sta già creando defezioni nel numero dei visitatori, con danno agli introiti dell'erario. Sull'obbligo per le guide dei radiotrasmettitori, osserviamo che se l'abuso da parte di alcuni mezzi di amplificazione nell'illustrazione del Colosseo ha aggravato le condizioni di lavoro del personale di custodia, gli scriventi non possono non approvare il loro divieto all'interno del sito; non condividono invece la pretesa di volere condizionare le modalità di illustrazione del monumento con l'uso di radiotrasmettitori non necessari, trattandosi di un luogo all'aperto dove basta, come è sempre bastato, la voce per essere uditi dai propri clienti senza arrecare disturbo ad alcuno. Se poi la Soprintendenza vuole rendere più confortevole la visita, suggeriamo il ripristino della biglietteria riservata alle guide autorizzate, che con le nuove disposizioni sono costrette al disagio di lunghe file con gli altri avventori per il numero inadeguato degli sportelli di cassa, con conseguente nostra demotivazione a promuovere fra i clienti la visita del Colosseo. Pertanto, alla luce di quanto sopra esposto si chiede alla Soprintendenza dì riconsiderare le disposizioni emanate.