Parte stasera la prima puntata di «Un anno di Beni Culturali», prodotta da Sicilia Multimedia in collaborazione con l'assessorato regionale: un viaggio tra le bellezze del sito archeologico rinomato in tutto il mondo per i suoi mosaici, in attesa del restauro che ne migliorerà l'assetto museale. Un prospetto sulla Villa delle ville. Per capire com'è e come sarà in futuro la "regina" della storia: quella figlia romana nata tra il 300 e il 370 d.C, che dopo essersi gravemente ammalata, oggi (finalmente) è in piena fase di guarigione. È aprile: in piena primavera, tra un ponte vacanziero e l'altro, i turisti iniziano ad affacciarsi per ammirare la grande veduta antica. Per visitare questa terra così calda e ospitale, che ha accolto popoli e civiltà, come fosse una culla dove far dondolare estro, cultura e arte. Mezzo milione di turisti l'anno. Camminando nell'ennese tra particolari architettonici d'epoca gotico-catalana o tra resti del XV secolo, guida alla mano, la tappa obbligata è Piazza Armerina. Lì dove, ogni anno, più di mezzo milione di persone fanno il loro ingresso per discendere i tornati che conducono dritti alla Villa del Casale: luogo inserito nella World heritage list dell'Unesco, biglietto da visita di quella Sicilia che vuole rilanciare la sua immagine attraverso le tante bellezze. Ci addentriamo anche noi nel mondo dell'archeologia, in attesa che gli interventi di ristrutturazione - presentato lo scorso 30 marzo al salone del restauro di Ferrara - migliorino questo sito e gli donino finalmente la dignità storica che merita. Oggi si presenta così. Inizia il percorso. Ben 3500 metri quadri di mosaici con un assetto museografico che la rende percorribile lungo i suoi quattro complessi: la palestra e il bagno termale, il peristilio e gli ambienti di rappresentanza, la grande basilica e infine, il triclinio. Dove raffigurazioni di ginnaste in bikini, ben dieci, rimangono una preziosa e unica testimonianza dell'epoca, dove la cattura degli animali feroci e la leggenda di Arione, salvato da un delfino, fanno della villa un opera di valore unico. Ma come si mostra il monumento agli occhi di chi vi giunge per la prima volta? I visitatori sembrano maggiormente intenti a studiare la cartina, che a guardare ciò che hanno sotto i piedi. Perché prima l'alluvione del 1991, che ricoprì di fango i pavimenti musivi, poi gli atti di vandali che imbrattarono il glorioso passato di vernice nera, fanno oggi di questo luogo, un mito da ridimensionare. Anche le tessere musive del corridoio della Grande Caccia sono rovinate, e se allo schiavo Cassio - nel 1999 - venne asportato il viso durante un'incursione, il restante scenario non brilla certo di colori. Restaurare per poi promuovere. Cos'è un "Bene" senza che venga valorizzato? L'attuale sistemazione, realizzata dall'architetto Franco Minissi, negli anni 60, pur seguendo un criterio progettuale, risulta anch'essa vetusta e tecnologicamente arretrata. Le coperture che traducono la ricostruzione spaziale, creano un effetto serra che non lascia respirare l'anima; la luce, elemento fondamentale per dar valore agli ambienti, non appare modulata e non valorizza quel che rimane (ed è davvero tanto); le passerelle percorribili distorcono l'impatto visivo e le loro quote, allontanano le bellezze dallo sguardo attento e analitico di chi si ferma a osservare. Ma il cambiamento, il nuovo assetto di una fruizione che risponda ai canoni della modernità, sembra ormai vicino. Questa serie di minacce saranno eliminate con l'intervento di restauro, che è ormai pronto e mette un punto fermo anche alle polemiche seguite alla nomina di Vittorio Sgarbi ad Alto commissario della Villa. I tempi da rispettare. "Il progetto di conservazione di questo sito che è patrimonio artistico e culturale - commenta l'assessore regionale ai Beni Culturali, Alessandro Pagano - risolverà una situazione che si stava progressivamente aggravando: questo è uno dei lavori più importanti anche dal punto di vista finanziario, con un investimento di 19 milioni di euro. Faremo in modo che la tabella di marcia venga rispettata rigorosamente". Una struttura leggera e reversibile, moderna, con minime interferenze con quella originaria, interamente ideata dal Centro di restauro della Regione Siciliana, seguirà l'andamento della dimora tardo-romana: vuoti e pieni, luce e ombra, restituiranno ciò che oggi è rimasto al buio (nel vero senso del termine, visto che di sera non è possibile effettuare le visite per mancanza di un'illuminazione adeguata). Come sarà entro il 2008. Tanto il lavoro da fare: "A ottobre si comincia -continua Pagano - prevedendo di consegnare la Villa al suo antico splendore entro la fine del 2008. Verranno restaurate le tessere dei mosaici, l'area del calidarium, le superfici intonacate e i rivestimenti marmorei. Un restauro completo interesserà il Frigidario e le piscine annesse, il porticato del grande peristilio, con la fontana e il Sacello dei Lari, il Triclinio, i pavimenti in opus sectile della Basilica. I mosaici verranno illuminati tramite fonti luminose collocate sotto le passerelle rinnovate, solo per citare alcuni interventi". Un calendario di lavori da rispettare e rendicontare entro il 31 dicembre 2008, per non mettere seriamente in gioco i fondi europei gestiti dalla Regione. E con queste rassicurazioni finisce il nostro viaggio lungo le "rovine" che ancora oggi rimangono tali. Ma che semplici ruderi non sono.
PIAZZA ARMERINA Telecamere puntate sulla Villa del Casale
La prima puntata di "Un anno di Beni Culturali" esplora il sito archeologico della Villa delle Ville, un luogo rinomato per i suoi mosaici e inserito nella World Heritage List dell'Unesco. La villa, nata tra il 300 e il 370 d.C., è stata gravemente danneggiata dall'alluvione del 1991 e dagli atti di vandali. Oggi, il sito è in attesa di un restauro che mirerà a valorizzare la sua bellezza e a renderlo fruibile per i visitatori. Il progetto di conservazione prevede la realizzazione di una struttura leggera e reversibile, moderna, che interagirà con la struttura originaria in modo minimale.
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