Un rapporto di InfoCamere e NetConsulting scrive che tra l'altro si può risparmiare l'80 del tempo sulla ricerca dei documenti La carta conta forse più dei file in una radicata forma di affetto materialistico che non sempre fa rima con efficienza. Nelle imprese e nella pubblica amministrazione la cellulosa ha però un promettente nella dematerializzazione: a che punto è la sfida epocale? A fotografare la situazione è InfoCamere (la società che gestisce il sistema telematico delle Camere di commercio), insieme all'a-zienda di analisi e consulenza sulle Ict NetConsulting, con l'iniziativa di un Osservatorio sul documento digitale che ha pubblicato il suo primo rapporto. Ne emerge l'ascesa del documento digitale, favorita dall 'esigenza generale di ottimizzare le gestioni e dalla nuova disciplina normativa, in particolare quella in vigore dal gennaio 2006: cioè il Codice dell'Amministrazione Digitale, riferimento per le evoluzioni del documento digitale nei rapporti tra privati, siano cittadini o imprese, e con la pubblica amministrazione. La conservazione sostitutiva dei materiali cartacei, la fatturazione e la posta elettronica certificata sono ambiti ormai recepiti. Ma quanto pesa ancora la carta? I dati sono impressionanti: 115 miliardi lepagine stampate, di cui 20 rimangono inutilizzate. Il costo della gestione documentale è tra 42 e 70 miliardi di euro ali 'anno: la penetrazione su larga scala del documento digitale porterebbe a un risparmio di circa 16 miliardi. Se i progetti di gestione digitale consentono risparmi medi del 79,9 sul tempo di ricerca dei documenti, i vantaggi dell'immateriale sono da intendersi non solo in termini di trasformazione degli apparati cartacei, ma soprattutto come emissione dei documenti direttamente nella nuova versione. Sulla fatturazione il risparmio è del 50-60, per cedolini e posta elettronica certificata si arriva al 90. Non è solo un fatto economico. Si fa strada il principio della sicurezza del patrimonio informativo delle aziende, soprattutto per l'affidabilità della firma digitale. Per le modalità di svolgimento dei progetti in corso, le soluzioni prevedono l'adozione di pacchetti software per la gestione documentale e dell'outsourcing per ì processi di business. L'analisi mostra che la propensione alla sostituzione del documento cartaceo è elevata, ma avviene tramite J'acquisizione del materiale in formato ottico: è lenta la produzione direttamente in formato digitale. L'approccio alla riduzione dei flussi cartacei non avviene in maniera globale; è predisposta nelle aree in cui viene percepita dalle imprese una lacuna di gestione. Se il quadro generale è promettente, il Rapporto lamenta una «domanda abbastanza immatura». La piena adozione del documento digitale richiede un processo di convergenza tra organizzazioni e imprese clienti, da un lato, e fornitori dal1'altro. Soprattutto 1e prime «devono superare i vincoli culturali che portano a privilegiare il documento cartaceo». Ancora non si pensa in digitale.
Pubblica Amministrazione e digitalizzazione dei documenti. L'importante ora è superare il primato culturale della carta
Un rapporto di InfoCamere e NetConsulting ha analizzato la situazione della dematerializzazione dei documenti in Italia. I dati mostrano che l'80% del tempo di ricerca dei documenti può essere risparmiato con la dematerializzazione. La carta è ancora molto utilizzata, con 115 miliardi di pagine stampate, ma il costo della gestione documentale è tra 42 e 70 miliardi di euro all'anno. La penetrazione del documento digitale potrebbe portare a un risparmio di circa 16 miliardi. I progetti di gestione digitale consentono risparmi medi del 79,9 sul tempo di ricerca dei documenti. La fatturazione e la posta elettronica certificata possono risparmiare fino al 90%. La sicurezza del patrimonio informativo delle aziende è anche un fattore importante.
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