"Non moriremo di ritardi e smog le grandi opere sono necessarie" MILANO Un incubo per milioni di automobilisti, un cul-de-sac obbligato a pochi chilometri da Venezia dove convergono le autostrade del Norest, fonte di un inquinamento pesantissimo. Dopo interminabili discussioni su come risolvere il nodo della tangenziale di Mestre, i cantieri da qualche mese sono aperti e nel giro di un paio d'anni dovrebbe essere realizzato il "passante", voluto dalla Regione Veneto e fiore all'occhiello della giunta di Giancarlo Galan. Una delle "grandi opere" più citate da Silvio Berlusconi per sottolineare la "filosofia del fare" del suo governo. Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, spesso critico con la politica del centrodestra, ha tacitato le residue opposizioni al progetto nel proprio schieramento: «Vorrei che fosse pronto in trenta secondi». Dunque aveva ragione Galan? «Un momento. È stata scelta una soluzione che è costata innumerevoli ritardi e molto dispendiosa. Ma non si poteva andare avanti con la situazione attuale. L'inquinamento non è più tollerabile e la mia giunta è stata costretta a blocchi del traffico, a giornate ecologiche, proprio a causa della congestione della tangenziale di Mestre. Metà della cappa di gas e polveri che grava sulla città è provocata dalla tangenziale. Speriamo che i tempi previsti perii "passante" ora vengano rispettati». Lei aveva proposte alternative? «Era meglio studiare la possibilità di un tunnel o di una sopraelevata. Ma la Regione si è arroccata sul proprio progetto per una serie di ragioni che ormai non ha più senso ricordare. La verità è che il "passante" doveva essere già realizzato da due anni. Appena eletto nel 2001, il presidente del Consiglio venne in Veneto e si incontrò con Galan per parlare del passante di Mestre. Dichiarò: se non è pronto in tre anni il governatore si dimetterà...». A sinistra ci furono forti opposizioni, tentativi di bloccare tutto. «Fondamentalismi inutili. C'è gente che è sempre contro. Bisogna essere realisti». Ora, sostiene il centrodestra, con i Verdi al governo i veti incrociati potrebbero paralizzare ogni progetto. «Spero che Prodi si faccia valere. Ci sono opere come il raddoppio della Bologna-Firenze, l'alta velocità, che sono necessarie e non procra-stinabili. Vanno studiate tutte le soluzioni alternative e poi scelto il progetto più valido economicamente e a minore impatto. A questo punto si deve partire e non fermarsi fino al completamento dell'opera. Le grandi opere vanno fatte, non c'è dubbio. Ma fatte bene». Sempre che qualche comunità o ente locale non si metta in mezzo. «Ripeto. Si studia, si esaminano le varie ipotesi, si ascolta il parere di chi ha qualcosa da dire in merito, e poi si decide. Le grandi opere sono necessarie». Tornando a Venezia, lei è un tenace avversario del Mose, altra grande opera targata Berlusconi. «Le mie perplessità le ho espresse in tutte le sedi. È un'opera inutile e carissima. Spero che il prossimo governo valuti attentamente e poi sospenda i lavori, prima che vengano spese dallo Stato valanghe di miliardi».