Sovrintendenze: dopo il caso del Chiostro del Bramante è polemica sulle norme per tutelare l'uso privato dei monumenti Blitz del Campidoglio in piazza della Pigna e nel Parco dell'Appia Decine di segnalazioni dei cittadini Demoliti in centro 4.000 metri cubi illegali PARCO DELL'APPIA Si stava costruendo in via di Porta Latina una struttura in cemento e legno lamellare di due piani VIA AURELiANA Sopra il terrazzo di un albergo bloccata una veranda di duecento metri quadri, per la quale era stato richiesto il condono Non si ferma il fenomeno dell'abusivismo edilizio nel centro di Roma. Ma non si ferma nemmeno l'offensiva del Comune contro gli irregolari. L'ultimo blitz è scattato in piazza della Pigna, zona sottoposta a massima tutela: grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, sono stati scoperti su un terrazzo lavori non autorizzati per la costruzione di un appartamentino di 65 metri quadri. Ed è solo l'ultimo intervento della task force anti-abusivismo, guidata da Massimo Miglio. Nelle ultime settimane sono stati individuati diversi cantieri fuorilegge, uno addirittura dentro il Parco dell'Appia, dove era in corso di costruzione un edificio a due piani. Dopo gli articoli del Corriere, è stato intanto smontato l'allestimento hi-tech messo in piedi dalla società che organizza cene di gala al Chiostro del Bramante. Ed è polemica sui monumenti concessi in uso ai privati. Gli ultimi sigilli sono stati applicati in piazza della Pigna. Dove, su un terrazzo, si stava realizzando in segreto un appartamento di 65 metri quadri sfruttando l'esistenza di alcuni manufatti per i quali era stato richiesto il condono. Erano, però, stati integralmente demoliti e si stava costruendo una «casetta» tutta nuova, dalle superfici superiori a quelle precedenti. Eppure piazza della Pigna ricade nella zona «A» del piano regolatore, dove non si potrebbe modificare nulla. Dove malgrado i vincoli siano strettissimi si continua a tentare di ricavare qualche stanza abusiva ma dal valore di mercato altissimo. In piazza della Pigna i sigilli sono stati apposti dall'Ufficio centrale anti-abusivismo presso il Gabinetto del sindaco, guidato da Massimo Miglio sotto la regia di Luca Odevaine. E l'autorità giudiziaria ha aperto un procedimento, in seguito alla denuncia di un gruppo di abitanti: la situazione dovrà tornare com'era in precedenza; Non è l'unico caso. Perché invia Aureliana, sopra il terrazzo di un albergo, stava nascendo, grazie ad una grande veranda (anche in questo caso era stato richiesto il condono), un piano in più. Forse un magnifico roofgarden con vista. Sì è potuto intervenire con rapidità e il sequestro è scattato allo stato iniziale dei lavori. Un altro intervento, nei giorni scorsi, c'è stato in via di Porta Latina. Qui, in un'area pluri-vincolata anche con divieti di natura ambientale perché all'interno del par-co dell'Appia, si stava costruendo ex novo una struttura in cemento e legno lamellare di due piani. Anch'essa è stata bloccata. E in via Baccini, a ridosso delle Mura Aureliane, sono stati «sigillati» ben 5 fabbricati in corso di costruzione, per circa 1500 metri cubi. Sono le ultime operazioni dell'ufficio antiabusivismo. «Siamo potuti intervenire con rapidità - spiega il vicecapo di Gabinetto del sindaco, Odevaine - grazie alle segnalazioni dei cittadini. Perché nel centro storico - aggiunge -non c'è un abusivismo di necessità, ma solo operazioni di restauro che però spesso si trasformano in ampliamento delle cubature. Non abbassiamo mai la guardia, ma la collaborazione degli abitanti è per noi indispensabile anche perché per motivi di sicurezza l'elicottero dei vigili urbani non può sorvolare il centro: le nostre sentinelle sono i cittadini». Di segnalazioni ne inviano tante: tra le settanta e le ottanta a settimana. L'ufficio diretto da Miglio le controlla tutte. Ma quelle che portano effettivamente alla scoperta di casi di abusivismo sono tra le 100 e le 120 al mese. «Noi siamo sempre molto attenti, come sa bene l'ufficio antiabusivismo del quale riconoscia-mo il grande impegno - sottolinea Viviana Piccirilli Di Ca-pua, dell'Associazione abitanti centro storico -. Viviamo praticamente armati di macchina fotografica. n problema - osserva - è che le segnalazioni siano sempre tempestive per consentire l'esecuzione in tempo utile degli interventi». «Noi abbiamo dei dati - incalza Odevaine - dai quali risulta che Roma è in testa alla lotta contro l'abusivismo: negli ultimi anni le demolizioni hanno superato i 300 mila metri cubi, dei quali circa 4000 metri cubi nel centro storico. Siamo molto determinati - garantisce - e forse per questo negli ultimi tempi il fenomeno è un po' meno allarmante».