II legale italiano «Quei cocci potevano prenderli tutti e valgono 900 euro. Abbiamo proposto di pagare, ma non vogliono rilasciarlo» Detenuto in attesa di giudizio: dal 24 febbraio Roberto Zappaterra, 43 anni, autista di ambulanze a Castelnuovo Monti, in Emilia, è rinchiuso in un carcere greco ad Anfissa. L'accusa: traffico di reperti archeologici, Zappaterra li ha raccolti a Igoumeniza (il porto greco quasi di fronte alla Calabria). Valore dei 36 pezzetti di coccio «inestimabile», secondo la perizia «a occhio» raccontano i familiari, fatta dalla polizia che l'ha arrestato. Solo 900 euro invece nell'analisi del direttore del museo di Corfù, richiesta dai legali di Zappaterra, e che sarà consegnata all'autorità giudiziaria greca nei prossimi giorni. «Adesso possiamo solo aspettare - dice il fratello, Danilo -. Tra poco ci sarà la terza, e purtroppo ultima udienza, per la libertà su cauzione, nelle prime due è stata respinta con la motivazione del pericolo di fuga e per il valore dei reperti. Adesso con questo documento da Corfù forse abbiamo qualche speranza». Il calvario di Roberto Zappaterra, esperto subacqueo che insegna a immergersi anche ai bimbi disabili, inizia il 24 febbraio, quando la polizia portuale di Igoumeniza lo ferma per controlli, lui viaggia in carnoer e lì eli aeenti trovano i pezzetti di coccio che l'emiliano aveva raccolto nell'ultima immersione, e anche per strada, insieme all'attrezzatura - secondo gli agenti - «adatta a un trafficante di reperti archeologici»: in realtà solo videocamere e macchine fotografiche. Scattano subito le manette. La difficoltà della lingua aumenta i problemi, forse Roberto ha anche firmato qualche documento senza capirne il contenuto. In Grecia esiste la «carcerazione preventiva» che può protrarsi fino a 18 mesi, senza che il detenuto sia sottoposto a giudizio, e al processo Roberto rischia fino a dieci anni di galera. «Con questa perizia non succederà, ma u problema è che forse vorranno far passare questi diciotto mesi». Danilo Zappaterra vive ormai da due mesi ad Anfissa, a 250 chilometri da Atene, lì c'è il carcere dove è rinchiuso il fratello: «Tutta la famiglia è coinvolta, siamo tre fratelli e c'è la sua fidanzata Silvia, ci diamo il cambio». In realtà è Danilo che ha lasciato tutto, famiglia e lavoro, sospeso lo stipendio e minacce di licenziamento se non rientra in Italia. Ma lui non abbandona Roberto «non abbiamo più i genitori siamo solo noi tre», così ogni mattina gli porta la colazione in carcere a volte anche il pranzo, le condizioni del fratello sono ormai allo stremo, è dimagrito e depresso. Roberto divide la cella con altre 27 persone, scafi-sti. Spacciatori. assassini. Fino a qualche giorno fa non aveva neanche la branda dove dormire. Scrive su piccoli foglietti il suo diario che poi consegna a Danilo: sono diventati un blog su www.robertozappaterra.it. Così si legge: «Mi è stata prestata una branda di un ragazzo che non ci sarà per una settimana... Ieri sera per la prima volta ho visto una persona che lavava per terra in uno spazio comune fuori dalla camerata. Con la branda la mia situazione è un po' cambiata. Se voglio scrivere, leggere, dormire ho un posto dove stare, anche se presto finirà». In Italia Roberto Zappaterra è assistito dall'avvocato Davide Bicocchi: «Non riusciamo a capire il perché di questo accanimento -spiega -. Roberto non ha mai protestato, non ha reagito all'arresto. Quei reperti che ha raccolto erano a disposizione di chiunque, alcuni li ha trovati nei pressi di rifiuti». Adesso la mossa sta al legale di Atene che affianca quello italiano, e che ha già trattato casi analoghi. «Il console italiano -racconta ancora Danilo - ci ha detto che capitano spesso arresti di questo genere. Qui le autorità sono molto severe con chi raccoglie reperti, se ne trovano moltissimi ovunque e temono sempre i trafficanti. L'ultimo caso è di una coppia di tedeschi ai quali hanno trovato un vaso, ma loro pagando 2500 euro sono riusciti a tornare in libertà». Nel '99 un ragazzo di Parma subì la stessa sorte di Roberto Zappaterra e rimase quattro mesi dietro le sbarre. Danilo ora ha qualche speranza in più ma pensa a quella cella: «Quello che ci spaventa sono le condizioni in cui è costretto a vivere». Roberto un giorno ha scritto: «Stamattina ho provato a rimanere a letto fino all'appello. Almeno non hanno camminato sulle coperte dove dormo. A pranzo spaghetti al ragù e insalata. Il cuoco con le mani coperte da un guanto di gomma prende una manciata di pasta e la mette nel tuo contenitore».
Raccoglie reperti in mare, arrestato in Grecia
Il detenuto Roberto Zappaterra, 43 anni, autista di ambulanze, è stato arrestato a Igoumeniza, in Grecia, per il traffico di reperti archeologici. I reperti, 36 pezzetti di coccio, hanno un valore inestimabile, secondo la perizia. Il detenuto è stato rinchiuso in un carcere greco ad Anfissa, dove rischia fino a dieci anni di galera. La famiglia di Roberto, compresa la sua fidanzata Silvia, è stata coinvolta nella vicenda e ha dovuto lasciare la casa per stare con il detenuto. Il fratello Danilo, che ha lasciato il lavoro e la famiglia per stare con Roberto, descrive le condizioni del detenuto come "allo stremo".
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