BARI Dopo l'esplosione di ieri, oggi l'ultimo botto Punta Perotti addio La crociata di Emiliano «Fondo in Puglia contro gli ecomostri» Ieri mattina il tritolo ha cancellato la parte centrale delle costruzioni abusive sul lungomare a sud di Bari E oggi l'ultima spallata Ma il Gruppo Matarrese torna a parlare di una «sconfitta». I cittadini «dovranno accollarsi le spese di demolizione» BARI - E grande scheletro di cemento si è inginocchiato alle 10.30 in punto. Tre lunghi fischi di sirena, il respiro trattenuto dalla gente stipata oltre le transenne, sui balconi, sulle barche a mare, poi l'esplosione e timidi applausi solitari. Trecentocinquanta chili di tritolo hanno sbriciolato 70mila metri cubi di cemento in poco meno di 5 secondi. H secondo atto della demolizione dei palazzi abusivi di Punta Perotti si è consumato senza sorprese. È certo in parte scemata l'attenzione dei baresi che ieri hanno assistito allo spettacolo in numero minore rispetto alla storica giornata del 2 aprile, quando la prima parte delle costruzioni abusive andò giù nel tripudio, ma non senza sollevare (oltre alla nuvola di polvere) lo sciame delle polemiche. L'ultimo palazzo, quel dente cariato nel nuovo orizzonte a sud della città, andrà giù questa mattina. Palazzo Quistelli (l'ultimo a cadere) sarà abbattuto invece a fine maggio, ma non con il tritolo bensì con le pale meccaniche. L'appuntamento con l'esplosione di oggi è ancora per le 10,30. Il palazzo da abbattere è stato minato con 150 chili di candelotti di gelatina, sistemati nei pilastri di sostegno ai primi tre piani e al sesto. Intanto l'Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) continua a moni-torare la dispersione di pol-veri nell'ampio perimetro intorno al crollo, n direttore dell'Agenzia, Giorgio Assennato, ha rassicurato tutti; le unìche persone potenzialmente esposte ai rischi dell'inalazione di queste polveri sono quelle che soffrono di asma. E la storia del risarcimento? Quel fantasma agitato dai costruttori dei palazzi abbattuti? Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, lo ripete da giorni in modo ossessivo. È tornato a ripeterlo ieri mattina, nella conferenza stampa convocata mentre la polvere si dissolveva nell'aria: «Nessun barese metterà fuori un centesimo per risarcire chissà chi. La richiesta di risarcimento danni è stata effettuata per la confisca non per la demolizione, ma è assolutamente infondata». Il primo cittadino ha incontrato i giornalisti all'ombra di un gazebo, sull'ampia area di sosta di Pane e Pomodoro, la spiaggia pubblica dei baresi che si stende ai piedi dell'ecomostro. «Nonostante i Matarrese (l'impresa edile che ha costruito la maggiore cubatura su Punta Perotti, ndr) si dichiarino innocenti, il reato c'è: loro sono responsabili di aver commesso il reato che ha portato alla confisca. -sentenzia Emiliano - Sono responsabili dello scempio urbanistico: ecco perché abbiamo chiesto loro le spese per l'abbattimento». Ma il Gruppo Matarrese è di tutt'altra idea. E torna a ripetere che l'abbattimento dei palazzi «è una sconfitta» per l'intera città. I cittadini «dovranno accollarsi le spese di demolizione. Le imprese costruttrici stanno scontando i paradossi di una edificazione ritenuta illegittima ma che non ha colpevoli». Così, di fatto, si è conclusa la lunga vicenda giudiziaria, con quel pronunciamento della Corte di Cassazione che ha dichiarato le costruzioni abusive (confermandone la confisca) e i costruttori innocenti. La soluzione «migliore e più rapida» sul futuro di Punta Perotti non era il contenzioso giudiziario intrapreso dal Comune con ì costruttori, ma era rappresentato «dal coinvolgimento degli ex proprietari che avevano presentato un credibile progetto di recupero, partendo dalla demolizione dei palazzi». Ne è convinto il capogruppo di An al Comune di Bari, Filippo Melchiorre, che critica il «delirio di onnipotenza» di cui è affetto il sindaco Emiliano «sempre più distante dai bisogni e dai problemi della gente, preoccupato di riacquistare una popolarità che il voto di aprile ha inequivocabilmente dimostrato essere in caduta libera». Soddisfatto, invece, il presidente nazionale dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio che si augura che l'abbattimento di Punta Perotti non sia stato «un evento casuale». «L'Unione - afferma Pecoraro in un comunicato - deve proporre misure che prevedano aiuti per le Amministrazioni che abbattono gli ecomostri e deve favorire la bioedilizia e l'edilizia di qualità». Secondo il leader dei Verdi, «costruendo abitazioni con i canoni della bioedilizia, si migliora la qualità della vita e la salute dei cittadini e si aiuta l'Italia a essere meno dipendente dal petrolio riducendo anche le bollette».
Bari. Punta Perotti addio; in scena ieri il secondo atto della demolizione
Ieri, la demolizione dei palazzi abusivi di Punta Perotti a Bari è stata segnata da un'esplosione che ha cancellato la parte centrale delle costruzioni. Oggi, l'ultima spallata è prevista per le 10.30. Il Gruppo Matarrese sostiene che l'abbattimento dei palazzi è una sconfitta per l'intera città, mentre il sindaco Michele Emiliano afferma che i cittadini dovranno accollarsi le spese di demolizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato le costruzioni abusive e i costruttori innocenti.
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