Mantova, cede una trave nell'esedra di piazza Castello «Le parti aperte al pubblico sono sicure, non c'è pericolo» MANTOVA II «boom» di visitatori, nel ponte lungo del 25 aprile, era ampiamente previsto. Quello provocato dallo squarcio di una decina di metri quadrati nel tetto di un'ala del Palazzo Ducale di Mantova, davvero no. È accaduto ieri pomeriggio, poco dopo le 13.30. Un boato subito avvertito dai custodi del palazzo e dai pochi turisti che stavano passando in piazza Castello. A cedere è stata una trave dell' esedra di piazza Castello, una parte del palazzo non aperta alle visite (tegole e soffitto sono crollati su un laboratorio di restauro deserto) e di non elevatis-simo pregio rispetto ad altre parti della celebre residenza dei Gonzaga, anche se ritratta in uno dei celebri «Fasti Gonzagheschi» di Tintoretto. Nel resto del palazzo, ieri le visite sono proseguite a pieno ritmo e in pochi si sono accorti di quel che era successo. A danneggiare la trave, secondo i primi rilievi dei vigili del fuoco, non sarebbero state recenti infiltrazioni d'acqua ma, piuttosto, l'usura del tempo. «Quella parte del palazzo conferma l'architetto Roberto Soggia, funzionario della Soprintendenza di palazzo Ducale è stata fino a pochi anni fa data in concessione a privati, custodi e fotografi che lavoravano a palazzo, ad esempio. È quindi rimasta esclusa dai consistenti interventi che hanno interessato l'area più propriamente museale, visto che la competenza era dell'Agenzia del Demanio. Ora comunque si farà al più presto una verifica generale sullo stato di salute di quell'ala, oltre ovviamente a riparare lo squarcio». Qualcuno potrebbe obiettare che forse non era il caso di attendere il «fattaccio» per intervenire. Ma considerando i 30 mila metri quadrati di tetto da sorvegliare (a tanto ammonta la superficie coperta della reggia Gonzaga, uno dei complessi museali più visitati d'Italia) e i sempre più scarsi finanziamenti al settore cultura, la critica suona un po' ingenerosa. «In ogni caso spiega da Brescia il soprintendente ai Beni architettonici Luca Rinaldi, che condivide con il soprintendente ai beni storico-artistici Filippo Trevisani la sorveglianza sul Palazzo Ducale a Mantova da questo punto di vista possono ritenersi tutto sommato fortunati, vi-sto che sono stati stanziati circa tre milioni di euro di finanziamenti dal Lotto per interventi sul complesso di Gonzaga». Quel che tanti si chiedono è se il crollo di ieri sia un caso isolato o possa ripetersi in altre parti del palazzo. «Si tratta di un fatto grave e preoccupante, visto che il Ducale è visitato ogni anno da migliaia di persone dice l'assessore comunale alla cultura Ilario Chiaventi . Ma sono certo che la Soprintendenza avvierà le dovute riflessioni sull'accaduto». Soggia, in ogni caso, tranquillizza: «Le parti aperte al pubblico sono sicure. L'unica ad essere attentamente monitorata, da oltre un anno, è la situazione del piano superiore del Palazzo dei Capitani (la parte che si affaccia su piazza Sordello, ndr). Ma anche su quella si interverrà con i fondi del Lotto». Ma lo squarcio e le transenne in piazza Castello restano per molti mantovani un colpo al cuore.