Il Cairo. Consiglieri italiani a disposizione dell'Iraq, se fossero necessari agli iracheni per governare la propria ricostruzione. È la proposta lanciata dal Cairo dal ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, alla sua prima visita nella «capitale morale» del mondo arabo dal suo insediamento alla Farnesina. Da Roma, invece, proprio ieri il ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, ha annunciato che sarà un italiano - Piero Cordone - a guidare il recupero e la ricostruzione del patrimonio artistico iracheno. Al diplomatico italiano verrà affidata la direzione del Dipartimento dei Beni Culturali. Sarà affiancato dal professor Giuseppe Proietti, direttore generale per l'Archeologia del Ministero. Sia nell'incontro di ieri mattina con il presidente egiziano Hosni Mubarak, sia nel colloquio con il collega degli Esteri Ahmed Maher, il ministro Frattini ha sottolineato come la questione israelo-palestinese e l'Iraq siano le due «priorità della presidenza italiana della UE». La priorità complessiva, in sostanza, è quella della «stabilità» e dello «sviluppo della regione mediterranea». Riguardo alle due crisi principali della regione, poi, Frattini ha precisato che l'Italia si impegnerà «per il monitoraggio sull'attuazione della road map» (il «percorso» indicato dalla diplomazia internazionale per riavviare il processo di pace tra israeliani e palestinesi). E, per quanto riguarda l'Iraq, farà quanto in suo potere perché «il popolo iracheno abbia al più presto la possibilità di governare il suo Paese, magari con il contributo di alcuni consiglieri che l'Italia potrebbe mettere a disposizione». Frattini ha poi meglio precisato i termini della questione durante i colloqui con Maher. I consiglieri dovrebbero essere di supporto agli iracheni in alcuni settori specifici quali l'amministrazione pubblica, i servizi pubblici, la sanità e - appunto - il patrimonio culturale e archeologico. In attesa che l'Onu arrivi ad assumere un ruolo importante nella ricostruzione del Paese mediorientale.