Tutto confermato. I tagli (drastici) delle spese per gli Archivi di Stato e per le Sovrintendenze archivistiche, varianti tra il 40 e 60 per cento, ci sono stati e tali resteranno anche per il futuro. Anzi, potrebbero ulteriormente appesantirsi se interverranno altre manovre per il contenimento dela spesa pubblica. Non ha provato nemmeno ad arrampicarsi sugli specchi, il sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento, Cosimo Ventucci, nel rispondere alle interrogazioni che sui tagli erano state rivolte al governo da senatori dell'opposizione, ma anche della maggioranza. Una risposta che Franco Servello, An, non ha esitato a definire «sconcertante». Nelle scorse settimane i direttori di numerosi archivi avevano lanciato un drammatico Sos. Alcuni avevano annunciato l'imminente chiusura della loro istituzione, per mancanza di risorse. I Sovrintendenti della Toscana (dove già erano stati tagliati i telefoni), del Piemonte, del Lazio e.della Puglia,, sostenuti dall'Associazione nazionale archivistica italiana, avevano sottoscritto, con i direttori, un documento, per denunciare il rischio di chiusura e il pericolo di disperdere un enorme patrimonio del nostro Paese. Un allarme che non ha smosso di un millimetro il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. II sottosegretario ha annunciato, in Senato, che il ministro per i Beni culturali ha chiesto al collega delle Finanze un'integrazione di 1.800.000 euro, per far fronte agli obblighi contrattuali in essere da parte del settore Beni archivistici. Come dire, se va avanti così, non saremo nemmeno più in grado di pagare gli stipendi. Sembra però non crederci nemmeno lui. Il suo intervento è parso, infatti, piuttosto rassegnato. Insoddisfatti, naturalmente, tutti gli interroganti, che hanno rilanciato, nell'aula del Parlamento il grido d'allarme degli archivisti, stigmatizzando l'azione di un governo che nega a queste istituzioni, sull'orlo della chiusura, i fondi di cui hanno bisogno per cercare di sopravvivere. «Gli appelli per scongiurare la chiusura - ha spiegato Vittoria Franco, ds - giungono dagli studiosi di tutto il mondo, preoccupati del destino di quelli che vengono chiamati "granai di fatti", senza dei quali il lavoro degli storici è impossibile». In tre anni, con tre finanziarie, gli stanziamenti sono passati da 7 milioni di Euro a poco più di 3 milioni. A questa luce, l'integrazione, comunque ancora tutta da decidere, annunciata da Ventucci, risulta una vera miseria. Briciole. «Ciò che questo governo sta comunicando - incalza Chiara Acciarini, ds - è un senso di estrema precarietà. Le avvisaglie di questo disastro erano già venute dal ministro Urbani quando aveva dichiarato di voler trasformare il suo dicastero da ministero di spesa a ministero di ricavi: manca, da parte del governo, una strategia della gestione dei Beni culturali; ora chiediamo che si faccia fronte almeno alla gestione ordinaria, ma poi servirà una vera svolta». Di «risposte preoccupanti» ha parlato un altro esponente della Quercia, Luciano Guerzoni: «Dalle parole del sottosegretario emerge con chiarezza che il problema non verrà affrontato con la necessaria attenzione». Basterebbero, per Guerzoni, 4 milioni di euro per far fronte all'emergenza. «Spese - aggiunge - che potrebbe considerarsi, almeno in parte, come un investimento».
Archivi di stato. Il Governo ribadisce: i soldi non ci sono
Il governo ha confermato i tagli drastici delle spese per gli Archivi di Stato e le Sovrintendenze archivistiche, che variavano tra il 40 e il 60 per cento. Il sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento, Cosimo Ventucci, ha risposto alle interrogazioni sulla questione, ma la sua risposta è stata definita "sconcertante" da Franco Servello, An. I direttori degli archivi hanno lanciato un allarme per il rischio di chiusura delle loro istituzioni a causa della mancanza di risorse. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato che il ministro per i Beni culturali ha chiesto un'integrazione di 1.800.
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