E' ancora tutta da giocare la partita sull'isola di Budelli, piccolo gioiello famoso per la spiagga colorata di corallo rosa nel parco naturale dell'arcipelago della Maddalena, tra la Sardegna e la Corsica, immortalata nel film di Michelangelo Antonioni «Deserto rosso». Il suo destino, infatti, è tuttora controverso. Il futuro dell'isola sembrava segnato nell'aprile 2005 quando, qualche giorno prima dello scadere del diritto di prelazione, il ministero dell'Ambiente decise di fare un'offerta per acquisirla. Proprietaria di questa realtà incontaminata era, ed è ancora oggi, l'Immobiliare Nuova Gallura, detenuta da una fiduciaria svizzera a sua volta controllata dalla Compagnie immobilière Cote Paradis insieme ad altri azionisti alcuni privati di nazionalità svizzera e un produttore cinematografico romano che nel 1984 l'acquistarono dal precedente proprietario Piero Tizzoni. Secondo quanto risulta al Sole-24 Ore la Nuova Gallura è tuttora proprietaria dell'isolotto poiché a un anno di distanza dall'offerta il ministero dell'Ambiente non ha versato la somma pattuita di 3,29 milioni di euro, cifra proposta dalla Cofinance Co. della famiglia Cocco Revelli (Andrea Cocco Revelli è coinvolto in questi giorni nelle intercettazioni telefoniche in merito all'inchiesta su Stefano Ricucci, ndr) firmataria di un atto di compravendita condizionato dal diritto di prelazione del ministero il 18 aprile 2005 presso il notàio Stucchi di Milano. Ecco perché Budelli potrebbe tornare nuovamente sul mercato tramite un'asta privata. Lo studio legale Vinti associati e lo studio Gitto e Pappalardo sono pronti a chiedere nei prossimi giorni per conto della Nuova Gallura il risarcimento danni al ministero dell'Ambiente, che ha l'isola sotto tutela dagli anni 90, quando è stato emanato un decreto dall'allora ministro Carlo Ripa di Meana mirato alla salvaguardia dell'ambiente evitando lo sbarco quotidiano di migliaia di turisti. La proprietà che dovrebbe tornare in vendita riguarda l'intero isolotto dove sorgono solo due casolari, uno dei quali abitato dal custode. È adducendo dei crediti pendenti sull'isola che il ministero ha frenato la sua corsa all'acquisto. «In realtà i crediti, per un valore complessivo di 300mila euro, sono stati definiti con atti transattivi tempestivamente comunicati al ministero», spiega l'avvocato Giuseppe Gitto. «A tutt'oggi però il ministero non ha provveduto a versare la somma pattuita continua Gitto e non ha neppure formalizzato il trasferimento del bene tanto che la società proprietaria, dopo aver formalmente diffidato l'amministrazione, si ritiene libera di trasferire il bene a imprenditori privati e contestualmente ha dato mandato ai propri legali di convenire in giudizio il ministero al fine di richiedere gli ingenti danni causati». Dal ministero dell'Ambiente ribattono dicendo che non c'è chiarezza sulla situazione creditizia. Intanto per l'asta, che partirà in base a una nuova perizia, potrebbe farsi avanti anche la Regione Sardegna, che già in passato aveva considerato l'idea di partecipare alla gara come fanno sapere dagli uffici del presidente Renato Soru.