Un pianto liberatorio, un sorriso tra le lacrime di gioia e un lungo abbraccio al marito. Così ha accolto, ieri mattina, la sentenza di assoluzione Annamaria Donadoni, l'ex sovrintendente del Museo Egizio di Torino accusata di non avere svolto dei lavori per mettere in sicurezza la struttura. La Procura aveva chiesto che venisse condannata a 9 mesi di carcere per omissione volontaria di cautele contro gli incidenti, ma il giudice, Giuseppe Casalbore, non ha accolto questa tesi. «Omissione volontaria: è questo quello che mi ha ferito di più in tutto questo processo - ha commentato ieri, subito dopo la sentenza, Annamaria Donadoni, ora in pensione - immaginare un dolo a mio carico è stato pesantissimo da sopportare». L'inchiesta era stata promossa dal pm Raffaele Guariniello, che contestava alla Donadoni, difesa dagli avvocati Umberto Giardini e Alessandro Mazza, anche di avere tenuto bloccati a lungo dei fondi destinati ad adeguare l'impianto antincendio. In aula l'accusa è stata sostenuta dal pm Nicoletta Quaglino. Le indagini della procura era partita nel 2002, dopo una serie di malori inspiegabili che avevano accusato numerosi visitatori del museo: si parlò della «maledizione del faraone», anche se si trattava di banale aria viziata. Gli accertamenti si conclusero nel nulla, ma diedero inizio a controlli che evidenzieranno delle mancanze nell'impianto di sicurezza (i vigili del fuoco decisero perfino di limitare a cento il numero du visitatori che potevano stare all'Egizio contemporaneamente). Gli adeguamenti furono effettuati, l'impianti resi a norma, ma a carico della Donadoni rimase l'accusa di aver ritardato (volontariamente) gli interventi, non utilizzando e anzi tenendo bloccati, i fondi di oltre un un miliardo di lire, già destinati al museo. «È la fine - ha detto l'ex sovrintendente - di quattro anni di un'angoscia inenarrabile. Come hanno potuto pensare che con la mia condotta avessi potuto mettere in pericolo non solo il museo, ma perfino i suoi visitatori? Ora giustizia è fatta». Accanto alle lacrime liberatorie l'amarezza di aver vissuto per così tanto tempo («Io, che pensavo di godermi finalmente gli anni della pensione) sotto il peso delle accuse: «Finalmente - dicono gli avvocati della difesa -sono finite le sofferenze immeritate che l'ex sovrintendente ha dovuto subire nonostante gli anni di impegno e passione dedicati a uno dei musei più prestigiosi del mondo». Sin dalle prime udienze Annamaria Donadoni aveva sempre respinto ogni accusa: «Ho sempre fatto in modo che tutte le precauzioni possibili fossero prese, e mai il Museo Egizio è stato in pericolo, né tantomeno i suoi visitatori».
Egizio, Donadoni assolta
Annamaria Donadoni, ex sovrintendente del Museo Egizio di Torino, è stata assolta dalla sentenza del giudice Giuseppe Casalbore. La Procura aveva chiesto una condanna a 9 mesi di carcere per omissione volontaria di cautele contro gli incidenti. Donadoni era accusata di non aver svolto lavori per mettere in sicurezza la struttura e di aver tenuto bloccati fondi destinati ad adeguare l'impianto antincendio. La sentenza ha confermato che Donadoni non ha commesso errori e che l'accusa era basata su una mala interpretazione dei fatti.
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