L'EMERGENZA. DISAGI IN 22 COMUNI Pompei. Ancora rubinetti a secco in ventidue comuni dell'area sarnese-vesuviana dopo la rottura avvenuta lo scorso mercoledì alla condotta regionale 1300 in via Berardinetti a Scafati. Un'impianto che ogni mese dà problemi perché è ormai inadeguato alle esigenze del territorio. Secondo i tecnici dell'acquedotto campano la normalità dovrebbe ritornare alla mezzanotte di oggi. «Salvo complicazioni», dicono. In alcuni comuni i disagi sono stati sopperiti dal piano messo a punto dalla Gori e dalle cisterne dei vigili del fuoco. A Pompei, in particolare, gli uomini della protezione civile, diretti dal capitano Romeo Spera, hanno consegnato a domicilio taniche d'acqua agli anziani soli e non autosufficienti, garantendo il rifornimento anche alla casa di riposo «Carmine Borrelli» e alla clinica «Maria Rosaria». Disagi dovuti alla carenza idrica, invece, sono stati registrati nell'area archeologica di Pompei. I turisti, in visita al monumento archeologico più conosciuto al mondo, hanno avuto una brutta sorpresa: i bagni della soprintendenza sono stati chiusi al pubblico. Nessun bagno chimico è stato installato per far fronte all'emergenza. Questo ha scatenato le ire e le proteste degli stranieri. Per i visitatori che non consumavano bibite e pietanze nei ristoranti e nei bar pompeiani, sui bagni degli esercizi pubblici, è comparsa la scritta «guasto». Una turista francese è scoppiata in lacrime. Insomma: non è mancato un piano di assistenza di fronte a una carenza annunciata. Questo spiacevole episodio ha riacceso la polemica sull'assenza di bagni pubblici comunali nella città che conta più di cinque milioni di visitatori l'anno. Gli unici servizi igienici, ben mantenuti, sui quali possono contare solo i pellegrini sono quelli del santuario di Pompei.