«Veltroni inaugura uno sfregio nel centro storico che si potrà rimuovere e mettere in periferia», è l'opinione del candidato sindaco della Cdl Gianni Alemanno. «Comprendiamo le esigenze scenografiche e propagandistiche del sindaco Veltroni - ha detto il consigliere comunale Marco Marsilio - e la suggestiva coincidenza dell'inaugurazione dell'Ara Pacis con il Natale di Roma ma ancora una volta, purtroppo, ci troviamo ad assistere all'inaugurazione di un cantiere». Dura contestazione al sindaco anche da parte dei militanti della Fiamma tricolore. «Protestiamo contro questo obbrobrio architettonico - è il commento del coordinatore regionale Gianluca Iannone - che offende e umilia Roma». Il commento più duro, però, lo riserva l'ex sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi da sempre in prima fila contro il progetto di Meier: «È un cesso inverecondo firmato da un architetto incapace pagato due milioni di euro. Ora l'unica soluzione è quella di togliere l'ostaggio, portare via l'Ara Pacis e trasformare quel cesso in una pizzeria». Per il capogruppo in Regione della Lista Storace Fabio Desideri «si tratta di un'opera inutile il cui cantiere, un brontosauro che fagocita spazio e crea caos, tiene ingessato da anni il centro storico acuendo i problemi di piazza Augusto Imperatore». E il sindaco cosa pensa delle polemiche sulla nuova teca di Meier? «Siamo in campagna elettorale, è inevitabile che ci sia tutto questo», è la sua prima risposta. Ma è la frase seguente ad essere significativa. «Un progetto molto discusso così come sono molto discusse tutte le grandi opere architettoniche realizzate nei centri storici delle grandi città».
Benvenuti all'Ara Pacis il museo che è un cantiere
Il candidato sindaco Gianni Alemanno della Cdl ha criticato l'inaugurazione di uno sfregio nel centro storico di Roma, progettato dall'architetto Richard Meier, che si potrà rimuovere e mettere in periferia. Il consigliere comunale Marco Marsilio ha detto che il progetto è un "obbrobrio architettonico" e che offende e umilia Roma. I militanti della Fiamma tricolore hanno anche protestato contro il progetto. L'ex sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi ha criticato duramente il progetto, chiamandolo "un cesso inverecondo" e chiedendo di toglierlo.
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