L'UNIVERSITÀ dell'Insubria sta mettendo da parte i soldi e cerca i locali per dare ospitalità ai cinquantamila volumi, ma, con una decisione dell'ultima ora e uno sponsor di grande peso quale Telecom Progetto Italia, anche il Comune di Milano si è fatto avanti nelle ultime settimane per tenere in città la grande biblioteca di Giancarlo Vigorelli. Si è aperta così un'asta virtuale perla conquista di una delle più prestigiose raccolte milanesi di libri del Novecento e dell'Ottocento. Il grande studioso di Manzoni, morto a 92 anni il 16 settembre dello scorso anno, già presidente del centro per gli studi manzoniani di via Morone, l'aveva messa assieme in decenni di passione per le lettere e di consuetudine con i maggiori scrittori del Novecento e i critici della letteratura italiana ed europea che gli sono stati maestri o colleghi. Accanto all'amplissima sezione dedicata al secolo scorso, con molte prime edizioni di romanzi e di opere poetiche, un'ancor più preziosa e selezionata scelta di edizioni dei Promessi sposi e di altre opere firmate dal "gran lombardo" e di scritti dei maestri francesi (Balzac, Stendimi, Chateaubriand, tra gli altri). La preoccupazione di Giancarlo Vigorelli è stata da sempre che tale consesso di amici di carta, frequentati in tanti anni di letture e studio, non finissero in qualche caveau svizzero o comunque lontano dall'amata Lombardia. E la gara che si è aperta, una volta verificata la disponibilità della vedova e dei figli a metterlo in vendita, è proprio per conservare quel tesoro a Milano o a Varese. Il rettore dell'università dell'Insubria Renzo Dionigi e la preside di Giurisprudenza dell'ateneo Claudia Storti Storchi, che si è occupata personalmente della trattativa, erano quasi certi d'avercela fatta. Fino a quando non si è fatto avanti Andrea Kerbaker, responsabile di Progetto Italia Telecom, per fare in modo che il fondo Vigorelli restasse a Milano, nella civica biblioteca Sormani di corso di Porta Vittoria. Telecom sembra fiduciosa in una conclusione positiva, tanto che ieri lo stesso Kerbaker, nel corso di una conferenza stampa in cui presentava la Festa del libro e delle rose, si è lasciato sfuggire con entusiasmo di bibliofilo: «L'11 maggio ufficializzeremo l'acquisizione di una grande biblioteca da donare alla città di Milano». Nulla più. Ma si sa, nell'ambiente di chi ama i libri e dei loro cultori è stato facile fare due più due. Conferme ufficiali, però, da nessuno. Nemmeno dal Comune e dall'assessore alla Cultura Stefano Zecchi. A pochi passi dalla Sormani, una piccola parte del patrimonio Vigorelli è già di casa da diversi anni nella Biblioteca di via Senato che fa parte del circuito delle biblioteche cittadine. Il fondo Vigorelli di via Senato è costituito da tremila volumi che appartenevano allo studioso: sono soprattutto saggi, in molti casi in edizioni originali di assoluta rarità, un archivio importante. Vigorelli stesso, vendendo quella piccola parte a Marcello Dell'Utri, aveva dato un segnale a favore di Milano.
Vigorelli, la biblioteca contesa
L'Università dell'Insubria sta cercando locali per ospitare i cinquantamila volumi della biblioteca di Giancarlo Vigorelli, ma Telecom Progetto Italia ha offerto di acquistare la raccolta e ha fatto avanti anche il Comune di Milano per tenere la biblioteca a Milano. Si è aperta un'asta virtuale per la conquista della raccolta, che include opere di Manzoni, Balzac e altri scrittori del Novecento e dell'Ottocento. La preoccupazione di Vigorelli è stata di conservare la raccolta in Lombardia, e la gara è stata aperta per decidere se la biblioteca andrà all'Università dell'Insubria o al Comune di Milano.
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