TORNA nelle mani del Campidoglio il compito di gestire i principali eventi culturali romani. In questa missione il Comune si servirà di un «braccio operativo», la società Zètema, di cui ha acquistato da 6 mesi il 100 per cento delle quote societarie. Nuove sfide si profilano all'orizzonte per la società che dal 2000 è impegnata nel settore culturale e turistico. «Nata come una costola di Acea e trasformatasi in una società a partecipazione comunale, ora è totalmente nelle mani del Comune, pronta a diventarne il braccio operativo», ha spiegato Francesco Carducci, consigliere di Zètema. A ribadire la centralità delle istituzioni nella gestione della cultura è stato ieri Pino Galeota, presidente delle Commissione consiliare speciale Turismo, nel corso del convegno «Zètema Cultura e Turismo»: «Abbiamo deciso di rendere pubblica la società perché la promozione della cultura fa parte delle politiche sociali che un'amministrazione deve adottare». Zètema è inoltre la prima azienda pubblica nazionale, con oltre 700 addetti: gestisce ad esempio i PIT (Punti Informazione Turistica), che nei prossimi mesi saliranno da 11 a 14. E a chi accusa la società di aver operato in questi anni in un regime quasi monopolistico, Galeota ha risposto: «Zètema può offrire molte opportunità alle piccole imprese che operano in questo settore: potrebbe favorire la sperimentazione e diventare un incubatore d'impresa per le realtà più piccole». «Questo sarà un grande elemento per rendere la fruizione della cultura più facile - ha aggiunto il vicesindaco Maria Pia Garavaglia Un obiettivo importante, perché puntando sulla cultura e sul turismo, migliora la qualità della vita dei cittadini». Anche il sovrintendente ai Beni culturali di Roma Eugenio La Rocca ha promosso il lavoro di questi anni: «Un ottimo esempio di collaborazione tra pubblico e privato, tanto che oggi si ispirano a Roma anche altre realtà culturali».