Firmato al Pirellone l'accordo di programma per la realizzazione nell'area delle ex-Officine Caproni. In esposizione non solo aerei, ma anche le motociclette storiche. Albertoni: «Così rendiamo omaggio a entrambe le tradizioni tecniche della regione» Uno dei maggiori musei aeronautici del mondo nascerà in Lombardia, a pochi passi dall'aeroporto della Malpensa. E' stato firmato in sede regionale l'accordo di programma che ne avvia i lavori. L'area delle venerande ex-Officine Caproni, compresa nei territori dei comuni di Somma Lombardo, Vizzola Ticino e Ferno, ospiterà entro il 2011 il nuovo museo. Vi saranno esposti molti velivoli storici, ma sarà anche un centro di ricerca e documentazione. Ci saranno una biblioteca, una fototeca, un archivio, postazioni multimediali e laboratori di restauro. Tutto ciò è previsto nell'Accordo di Programma firmato dal presidente Roberto Formigoni insieme a due assessori regionali leghisti, Ettore Albertoni per la Cultura e Davide Boni per Territorio e Urbanistica, e ai rappresentanti dei soggetti coinvolti: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Provincia di Varese, Parco del Ticino, Comuni di Somma Lombardo, Femo e Vizzola Ticino, Fondazione Museo dell'Aeronautica e SEA. Su un'ampia base di intesa, dunque, la Lombardia omaggierà la sua lunga tradizione aeronautica proprio nei luoghi di incubazione. Fu infatti sopra le brughiere della Malpensa che il 27 maggio 1910 volò il primo aeroplano progettato dal geniale costruttore Gianni Caproni, che era nativo nel Trentino austriaco, ma si era trasferito in Lombardia scegliendo il capanno li un contadino come rimessa per il suo primo velivolo. Chiamato Ca.1, l'aereo era un fragile riplano pilotato dal meccanico e collaudatore Ugo Tabacchi. Volava a fatica, ma segnò la nascita di una grande industria appena 7 anni dopo il primissimo volo dei fratelli Wright, che datava al 17 dicembre 1903. Presto altre industrie nacquero e fu la zona di Varese l'epicentro del comparto aeronautico italiano. Già nel 1912 nasceva la celebre Macchi, che inizialmente produceva su licenza aerei Nieuport di progetto francese, ma che presto si impose con velivoli di propria ideazione. In particolare la Macchi acquistò fama con l'idrovolante da corsa M.39 che nel 1926 vinse la Coppa Schneider, pilotato da Mario De Bernardi alla velocità di 390 kmh, eccezionale per l'epoca. Divenuta Aermacchi, l'azienda continua a stupire col nuovo aviogetto M-346, comparso nel 2004. Anche altre ali varesine, quelle degli elicotteri Agusta, seguitano a ottenere successi. E' targato Agusta l'elicottero da combattimento A-129 Mangusta, che equipaggia tuttora il nostro esercito e duo sparare missili anti-carro. A questa ricca storia, il nuovo museo assicurerà degna memoria. La struttura coprirà un'area di 30.000 mq e il costo sarà di 20 nilioni di euro, di cui 8 milioni sborsati dalla Regione. E' inoltre previsto di affiancare al musec aeronautico una struttura dedicata alle motociclette. L'assessore Albertoni ha dichiarato: «Comprendendo anche le motociclette storiche nel complesso museale della Malpensa, valorizzeremo entrambe queste eredità dell'industria lombarda e varesina. Dopotutto i pritnissimi aerei avevamo spesso motori derivati da quelli di auto e moto». A conferma delle parole di Albertoni ricordiamo il caso dei bicilindrici Anzani, nati cent'anni fa per le moto, ma dal 1908 potenziati con un terzo cilindro e applicati sui piccoli aerei di allora. Proprio un motore Anzani spingeva l'aereo con cui il francese Louis Bleriot trasvolò la Manica il 25 luglio 1909. L'aviazione doveva fare ancora tanta strada, col vigoroso contributo della Lombardia.