Dopo la denuncia del Mattino rifiuti rimossi intorno all'opera di Sol LeWitt. Telecamere in arrivo per il colonnato Graffiti sulle pareti, rifiuti e resti di roghi all'interno. L'offesa all'opera di Sol LeWitt, l'ennesima arrecata alle installazioni di arte contemporanea in piazza del Plebiscito (tre anni fa la spirale di Richard Serra fu usata come toilette) rilancia l'antico tema delle opere - pur se temporanee - abbandonate al proprio destino. Anche se ieri, dopo la denuncia del Mattino, l'area è stata sottoposta alla bonifica dell'Asia, che ha rimosso i rifiuti e sottoposto a lavaggio la zona: sui graffiti non si interverrà prima di un consulto con l'artista, che magari potrebbe apprezzare il contributo creativo. Tra un mese, in ogni caso, l'installazione sarà smontata, come annuncia il vicesindaco Rocco Papa. A differenza dei cavalli della Montagna di sale di Paladino (finiti in un deposito a San Giovanni a Teduccio), l'opera di Sol LeWitt non sarà smembrata per finire in un capannone, ma riprenderà forma in un'altra città, probabilmente in provincia. «Con il curatore dell'installazione, Eduardo Cicelyn, stiamo concordando i tempi dello smantellamento - dice Papa - Ci prendiamo un mese di tempo: intanto ci sarà una riunione con Regione e Provincia per decidere. Di sicuro l'opera non finirà in deposito». Riguardo alle ultime offese all'arte, è polemico il sovrintendente al Polo museale, Nicola Spinosa: «Se la città è in uno stato di abbandono, tra buche enormi e rifiuti, sarà considerata abbandonata anche l'opera d'arte. Insomma, l'opera d'arte viene rispettata se la città è rispettata». Spinosa parla anche della mostra di Tiziano a Capodimonte: «Dovremmo capire che non va visitata solo a Pasqua o Pasquetta o per il Maggio dei monumenti, ma perché fa parte della nostra cultura, perché appartiene al nostro quotidiano. Ma se il quotidiano è in vivibile, perché uno dovrebbe capire che quelle di Tiziano o LeWitt sono opere d'arte?». Achille Bonito Oliva, consulente della Regione e creatore del «museo obbligatorio» nel metrò, ammette: «Ci vorrebbero delle telecamere per vigilare sui monumenti, attive anche di notte». Ma difende le sue scelte: «Come critico - prosegue - dico che gli interventi in piazza Plebiscito sono esteticamente di alta qualità, come cittadino dico che andrebbero accuditi. Nel metrò ci sono cento opere: il popolo napoletano le sta rispettando. Gli atti di incomprensione come quelli nei confronti dell'opera di LeWitt accadono anche a New York o a Londra. Napoli ha retto l'urto con l'arte contemporanea, la familiarità sì sta creando con il tempo». «Solo perché c'è ancora molta strada da fare sulla qualità dei comportamenti, ci dovremmo negare cultura e arte?» riprende Papa, per poi ricordare che le telecamere al Plebiscito sono già previste. «Saranno sistemate sotto il porticato. Come altri punti in città, piazza Plebiscito è una zona di confine e va presidiata. C'è l'intesa con la prefettura, le telecamere verranno installate contestualmente all'aggiudicazione del bando per le attività che saranno ospitate sotto il porticato. Il bando sarà pubblicato la prossima settimana, l'aggiudicazione potrebbe richiedere un mese».