POMPEI. ULTIMATUM DEGLI ADDETTI AL SERVIZIO DI VIGILANZA DELLA SOPRINTENDENZA: ENTRO LUNEDÌ GLI STRAORDINARI ARRETRATI 0 SCATTA L'AGITAZIONE Pompei. Ultimatum degli addetti ai servizi di vigilanza della Soprintendenza Autonoma di Pompei: se entro lunedì non saranno corrisposti gli emolumenti relativi agli straordinari delle annualità passate il personale proclamerà lo stato di agitazione, autoconvocandosi in assemblea permanente. Lo annuncia il componente della Rsu Giuseppe Visciano ed il portavoce degli Asv, Domenico Falanga. Così facendo il complesso archeologico della cittadina mariana rischia di restare chiuso al pubblico nella giornata del 25 aprile, in cui tradizionalmente migliaia di visitatori approfittano del "ponte" per ammirare le antiche vestigia romane. La "querelle" con i vertici del Ministero va avanti da luglio 2005. Nel corso dei mesi si sono avuti vari incontri, l'ultimo dei quali si è tenuto a Roma ma non avrebbe dato l'esito sperato. Di qui la presa di posizione delle "camicie blu", che preannunciano battaglia. I lavoratori hanno rotto gli indugi dopo quella che è stata considerata come l'ennesima beffa. A quanto pare, infatti, l'amministrazione centrale avrebbe fatto pervenire a ciascuno uno statino con l'importo da percepire. L'iter, però, è stato bloccato. Il motivo? Vi sarebbero dei vizi di forma, i quali, stando alle indiscrezioni che circolano nei corridoi della Sap, impedirebbero di portare a compimento la vertenza e di dare a chi ha operato il giusto riconoscimento per il lavoro svolto. «Dispiace - afferma Visciano - mettere a repentaglio l'apertura, anche in considerazione del fatto che molti dei turisti che vengono qui a Pompei lo fanno per una sola volta nella vita, ma non possiamo fare a meno di rivendicare un nostro sacrosanto diritto». «Siamo stufi di essere presi in giro - rincara la dose il vulcanico portavoce - meritiamo maggiore rispetto da chi gestisce le nostre sorti». La cifra in ballo ammonta a poco più di ottocentomila euro, vale a dire ad un miliardo e cinquecento milioni delle vecchie lire. Le maestranze interessate dalla ripartizione sono oltre quattrocento. Il "caso" Pompei sta per assumere di nuovo una valenza nazionale. Il futuro Ministro dei Beni Culturali avrà il suo bel da fare...
Scavi, a rischio l'apertura del 25 aprile
Il personale del complesso archeologico di Pompei ha ricevuto un ultimatum dalla Soprintendenza Autonoma di Pompei: se entro lunedì non vengono corrisposti gli emolumenti relativi agli straordinari delle annualità passate, il personale proclamerà lo stato di agitazione e si autoconvocerà in assemblea permanente. Ciò potrebbe portare a una chiusura del complesso al pubblico il 25 aprile, giorno tradizionalmente affollato. La "querelle" con il Ministero dei Beni Culturali è in corso da luglio 2005 e i lavoratori hanno rotto gli indugi dopo aver ricevuto uno statino con l'importo da percepire, ma l'iter è stato bloccato a causa di vizi di forma.
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