Il gran giorno alla fine arrivò e ci fu un bel botto sia pure in silenzio! Abbiamo scelto di parlare dì Punta Perotti dopo le elezioni perché è inevitabile, ed umano, attribuire ad ogni opinione su questo tema un carattere «politico» che poi alle fine in effetti non c'è. Intendiamo dire, in parole povere, che anche il grande evento dell'abbattimento della prima parte dell'ecomostro del lungomare può avere un senso se si riflette progettualmente non solo sul futuro del lungomare stesso ma sulla diffusa cultura dell'accomodamento a tutti i costi presente nella nostra città. Non siamo all'altezza, non avendo competenze specifiche di valutare gli atti processuali e di stabilire chi ha sbagliato ed in che misura e chi ha subito errori od inadempienze altrui, quello che tocca davvero il cuore è che malgrado considerevoli somme spese dalle precedenti amministrazioni per allestire spiagge per i cittadini baresi impossibilitati a trasferirsi fuori città o che volessero giustamente sfruttare qualche ora per godersi un po' di sole abbiamo una spiaggia chiusa da tempo e con gli alberi ormai ridotti a poveri tronchi secchi ed il resto del lungomare con brutture di ogni genere sulla scogliera che nessuno sembra voler davvero rimuovere anche se la spesa non sarebbe poi enorme. Su queste tematiche a noi care, stante l'ultratrentennale milizia ambientalista, siamo intervenuti tante volte. Esattamente dieci anni fa, fra l'altro, un volume raccolse una serie di proposte: La Bari che vuoi, Progettinsieme, Bari 1995. Il nostro contributo, dal titolo significativo... risanamento costiero....offriva spunti propositivi e cercava con umiltà ma con decisione di squarciare il velo su tante verità seminascoste da centri di potere più o meno occulti. In quell'occasione osservammo come il risanamento operato da un insediamento edilizio in Punta Perotti, fino ad allora sede di assai poco decorosi traffici.. .di varia natura, non fosse probabilmente in linea con le già vigenti leggi come la Galasso ed altre. E le altre costruzioni abusive sulla costa barese a nord come a sud? La storia infinita delle ville abusive di Torre a mare è davvero esemplificativa: sono ancora lì e chissà per quanto tempo lo saranno ancora... Oggi dopo tanti anni, processi, discussioni, l'ecomostro è andato giù. Facile e scontato dire che tutto si sarebbe potuto evitare ma tant'è guardiamo avanti e cerchiamo di capire come potrà essere il nostro lungomare. Un progetto serio è un progetto semplice, senza chiacchiere e senza fronzoli ed in particolare senza esercitazioni intellettualistiche piene di retorica e subalterne alle transitorie opinioni del grande di turno venuto a pontificare da fuori. Facciamolo noi un progetto, qui a Bari con poche e chiare linee guida, costi ridotti, almeno all'inizio, all'essenziale. Eliminazione di ogni rudere relativo ad insediamenti abusivi con censimento anche videofotografico della costa metro per metro. Realizzando quindi spazi di verde attrezzato a ridosso della costa si potrebbe offrire a bambini ed anziani in primis la possibilità di trascorrere, ore ed intere giornate dì svago. Se si osserva con attenzione il nostro lungomare cercando di fotografare nella nostra mente un quadro di insieme, è relativamente facile sognare queste aree verdi, le piste ciclabili tante volte invocate dai cicloamatori, ed ancora aree per jogging con percorsi ad hoc, anche per disabili. Ricordiamo peraltro che a norma di legge chi ha compromesso l'ambiente è tenuto a risarcire alla collettività il ritorno allo status quo ante dei luoghi che ha compromesso, ma coi tempi della italica giustizia. E' confortante però notare che comunque in questa direzione cui dieci anni fa non eravamo poi in tanti a credere, perché occorre anche avere fede nelle utopie che proprio in quanto tali si avvereranno, si sta comunque andando. Alla Fiera delle Città che si è tenuta di recente a Cannes l'ipotesi del parco urbano costiero della Città di Bari ha avuto entusiastica accoglienza anche da parte di investitori stranieri. Fatela diventare come Rimini, è il risultato di un sondaggio fra i lettori della "Gazzetta". Noi vogliamo andare oltre. Dateci, realizziamo insieme tutti un litorale più bello ed umano di quello di Rimini, al diavolo le solite subalternità di Bari, città dì San Nicola che alla fine ama gli stranieri! Il discorso si allargherebbe all'infinito perché Bari città di accoglienza come tutta la Puglia, è impregnata di cultura marittima ma ha acquisito la cultura o meglio le culture delle colline murgesi con i migranti interni ed offre quindi una contaminazione interno-costa davvero significativa, base sostanziale se pur non esclusiva, della multiculturalità vissuta a partire dagli ultimi venticinque anni a questa parte. Riprendiamoci quindi un sano rapporto fra mare e città che era stato inficiato negli ultimi decenni da consorterie trasversali accettate, o tollerate, un po' da tutti, perché come dice un grande manager culturale pugliese alla fine a Bari esiste la destra è la sinistra del burraco... Società Italiana per la protezione dei Beni Culturali Sezione Bari-Puglia