La tela è stata acquistata da un privato e adesso viene restaurata a Venezia MOSCALa mano, la pennellata, i colori, le correzioni che sono segno del pentimento dell'artista. Dai meandri delle case d'arte e delle gallerie russe è emerso un quadro di Tiziano che gli esperti neanche sapevano esistesse. Un acquisto da parte di un privato, la richiesta di una valutazione a un conoscitore del pittore italiano ed il capolavoro è stato scoperto. Mistero invece sulla sua provenienza, se non qualche ipotesi che ci aiuta a ricostruire il giallo di questa tela. Forse destinata al futuro re Filippo II di Spagna e rinviata al mittente. Iniziamo dal quadro, la raffigurazione di Venere e Adone, un soggetto che aveva colpito il maestro di Pieve di Cadore il quale la dipinse una prima volta nel 15451546 in una tela per la famiglia Farnese, poi andata perduta. Lo stesso soggetto venne dipinto altre volte da Tiziano, in quadri ora conservati alla National Gallery di Washington, al Metropolitan Museum di New York, alla National Gallery di Londra, al Getty Museum di Malibu e al Prado di Madrid. Il Tiziano trovato in Russia è molto vicino a quello del Prado, sia pure con alcune piccole varianti. L'esperta che ha attribuito per prima senza ombra di dubbio il quadro a Tiziano Vecellio è una grande conoscitrice dell'arte italiana. Vittoria Markova, curatrice della pittura italiana al museo Pushkin. E lei che ha dato in esclusiva al Corriere la notizia del ritrovamento e che ci ha fornito la foto dell'opera. «È della famiglia del quadro che è al Prado, con piccole modifiche apportate dal pittore durante la lavorazione: l'inclinazione delle figure, la sagoma della testa di Adone, della sua mano, della lancia». Ma di quale quadro stiamo parlando? «Tiziano dipinse un Venere e Adone per Filippo II», spiega la Markova. I1 futuro re di Spagna si trovava in Inghilterra, come consorte di Maria I Tudor quando ricevette l'opera. «Ma non fu soddisfatto». Da una lettera che Filippo II scrisse il 6 dicembre 1554, si capisce che la tela era arrivata in cattivo stato e che il sovrano non era per nulla contento. Filippo II diede disposizione all'ambasciatore inglese a Venezia di non inviare più tele di Tiziano senza precise istruzioni da Londra. Cosa accadde poi? «Non si può escludere che il pittore abbia dipinto una nuova versione del quadro, per ingraziarsi nuovamente l'importante committente. Ma non ci sono documenti che confermino questa ipotesi», dice ancora la Markova. Il quadro oggi ritrovato potrebbe essere quella prima versione che Filippo II aveva rifiutato? E se così fosse, come è finito in Russia? Gli esperti spiegano che quadri di Tiziano raffiguranti Venere e Adone sono stati presenti nei secoli in molte importanti collezioni europee. Da quella dell'imperatore Rodolfo II a Praga a quella della regina Cristina di Svezia inventariata nel 1652 al Palazzo Riario di Roma (che aveva addirittura due tele sullo stesso soggetto). «Con tutta probabilità sostiene la curatrice della pittura italiana al Pushkin il quadro arrivò in Russia nel Settecento. Forse è appartenuto a Caterina II, ma, di nuovo, non abbiamo documenti al riguardo». Dopo di allora il mistero di infittisce ulteriormente. Non sembra che di questa opera ci sia traccia all'Ermitage di San Pietroburgo, eppure è proprio nella città baltica che pochi mesi fa il quadro è stato acquistato da un collezionista privato. Se il Tiziano era nel palazzo di qualche famiglia nobile, che fine ha fatto dopo la rivoluzione del 1917? E come è riemerso dopo lo scioglimento dell'Urss nel 1991? Sappiamo solo che l'opera è stata acquistata da un mercante di San Pietroburgo, a un prezzo di rilievo perché ritenuta una tela della cerchia di Tiziano. La scoperta che quelle pennellate erano invece opera esclusiva del grande maestro è della Markova. Ora il Tiziano è a Venezia dove viene restaurato (si tratta di quei difetti che fecero infuriare Filippo II?). Poi diverrà il perno di un progetto comune tra il Pushkin di Mosca e le Gallerie dell'Accademia di Venezia curato dalla stessa Markova assieme a Giovanna Nepi Scirè, soprintendente speciale per il Polo Museale Veneziano. Ma certamente il suo mistero scatenerà la curiosità di tutti gli esperti del mondo.