Il Consiglio di Stato respinge il ricorso contro i lavori per la bretella. Villa Serena: vittoria per il Comune. Il Consiglio di Stato "assolve" la bretella: opera utile alla città Almeno una battaglia su villa Serena finisce oggi. La battaglia legale per fermare a tutti i costi i lavori della bretella di scorrimento tra tangenziale sud e via Einaudi, colpevole di passare davanti all'edificio settecentesco e di incrociarne lo stradello d'accesso, diminuendo il pregio del circondario. La strada c'è ed è aperta al traffico da qualche giorno. Il Consiglio di Stato ne ha preso atto e ieri ha respinto il ricorso dei proprietari dì villa Serena (a cui si è affiancata la Soprintendenza) volto a capovolgere in appello la precedente sentenza del Tar Parma, sempre a favore del Comune, che con la tenacia di un mastino ha portato avanti l'opera viabilistica. I pronostici erano incerti. Solo poche settimane fa, agli inizi di marzo, il Consiglio di Stato - diverso il giudice, stesso relatore interno - si è espresso in maniera opposta, vale a dire a favore della Soprintendenza, aprendo il dubbio che si potesse rimettere tutto in discussione, forse smantellare l'opera. Ma quel pronunciamento riguardava la proposta di vincolo diretto sul famoso vialetto già superata da altre, più recenti, soluzioni annunciate dalla Soprintendenza a novembre: vincolare indirettamente una vasta area intorno alla villa settecentesca. Una villa adottata l'estate scorsa da Vittorio Sgarbi e catapultata sul palcoscenico mediatico per mesi, oggetto di un tira e molla senza precedenti tra amministrazione, Soprintendenza e privati. Veniamo all'oggi. A Roma, alla sesta sezione del Consiglio di Stato erano presenti tutti gli attori legali della vicenda: Elena Vezzulli per l'Avvocatura del Comune, affiancata dall'avvocato del Foro romano Enrico Dante, l'avvocato Danilo Biancospino in rappresentanza di Maria Angela Lulo, proprietaria dell'immobile storico. Si è aggiunto il legale rappresentante dell'Avvocatura dello Stato per conto del ministero dei Beni Culturali. Il Comune ha sollevato eccezioni procedurali: la data dell'appello era stata resa nota solo il 4 aprile, i termini della difesa troppo brevi, mancava una notifica ai tanti soggetti coinvolti nel vincolo indiretto annunciato dal soprintendente Luciano Serchia. Pare che il giudice abbia chiesto però per prima cosa se la strada era aperta. Sì, lo è. Il Comune ha mostrato una documentazione fotografica della bretella lontana 220 metri dall'edificio, assieme alla planimetria della tangenziale che risolve l'attraversamento diretto della città, e sono stati mostrati i tanti provvedimenti assunti dal sindaco Roberto Reggi per tutelare la salute di una comunità che vive in un'area dove l'inquinamento tocca i livelli più alti in assoluto nel Paese. E per questo il Comune ha affidato i lavori già lo scorso anno a maggio, quando non era ancora scoppiata l'opposizione alimentata da Sgarbi. In più il Comune ha segnalato che la bretella "a raso", non soprelevata risponde già a una sorta di mitigazione - come richiesta dal comitato di settore a Roma - tra l'altro verrà segnalata la presenza storica dello stradello con una diversa pavimentazione. Alla soddisfazione del Comune da voce l'assessore Ignazio Brambati (Lavori Pubblici): «La decisione del Consiglio di Stato ribadisce le ragioni della collettività piacentina, ci sprona a terminare il prima possibile le opere globali». Attualmente la bretella è aperta in un senso, e tra qualche settimana dovrebbe essere pronto il raccordo con la rotonda realizzata dai privati. E se per l'amministrazione si è scritta la parola "fine", diverso il pensiero della controparte. «Sarà l'inizio non la fine - obietta l'avvocato Danilo Biancospino - certo speravamo nel fatto che Consiglio mantenesse la posizione della volta scorsa, stavolta il peso del giudizio è stato spostato tutto sul fatto che le opere sono finite». Tra qualche settimana facilmente arriverà il primo vincolo definitivo sulla villa, sicuramente quello indiretto a suo tempo annunciato. «E a questo punto si discuterà di legittimità dell'opera, che non siamo riusciti a bloccare prima che la Soprintendenza decidesse». Si profilano nuovi ricorsi.
Il tribunale da ragione al Comune di Piacenza e respinge il ricorso dei proprietari e della Soprintendenza contro i lavori
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso contro i lavori per la bretella di scorrimento tra tangenziale sud e via Einaudi a Villa Serena. Il Comune ha vinto la battaglia legale contro i proprietari dell'immobile storico e la Soprintendenza. La strada è stata aperta al traffico da qualche giorno e il Consiglio di Stato ha confermato che l'opera è utile alla città. Il giudice ha chiesto se la strada era aperta prima di prendere una decisione, e il Comune ha mostrato documentazione fotografica e planimetria per dimostrare che la strada è stata realizzata con provvedimenti assunti dal sindaco per tutelare la salute della comunità.
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