Si è chiusa domenica 9 aprile l'VIII Settimana della Cultura indetta dal Ministero per i beni e le attività culturali, quella che era prima denominata Settimana dei Musei e poi Settimana per i Beni Culturali. Spero che molti siano stati i cittadini, in tutta Italia, che abbiano voluto cogliere tale occasione quanto meno per visitare gratuitamente musei, monumenti e parchi archeologici gestiti dal Ministero. A "Settimana" conclusa, mi sento però obbligato a diffondere il sofferto rammarico con cui la Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia ha ritenuto con i suoi funzionari, per la prima volta dopo anni e anni di propositive esperienze, di non poter aderire all'iniziativa: convinti che non si possano promuovere e sostenere slogan come quello adottato per la Settimana 2006 (In Italia la cultura è viva. Vivi la cultura) mentre assistiamo con sofferenza e con rabbia e a un declino della nostra Amministrazione che non conosce precedenti, fra mancanza di nuove qualificate assunzioni e tagli feroci alle dotazioni finanziarie, che rendono impari il confronto con normative sempre più complesse e con forme di organizzazione sempre più macchinose. Per oltre dieci anni abbiamo vissuto il ricorrente appuntamento di primavera come una scadenza gioiosa, tanto da non sentir la realizzazione di mostre, spettacoli, attività didattiche, conferenze e convegni. Basti scorrere i pieghevoli che puntualmente ogni anno abbiamo stampato e diffuso per illustrare le diverse iniziative, realizzate dalla sola Soprintendenza o d'intesa con altri soggetti pubblici e privati. Già a maggio dei 2005, però, così esprimevo la «mia preoccupazione: Mai come quest'anno, la Settimana della Cultura si svolge in uno scenario di incertezza politica e istItuzionale, che per lo specifico delle nostre attività ci vede alle prese con affanni solo in parte nuovi, fra risorse finanziarie ed umane che si fanno sempre più esigue per una gestione efficace del patrimonio e riforme organizzative che si rincorrono al centro e in periferia senza riuscire a trovare il necessario punto di equilibrio. Certo dobbiamo fare appello a un ottimismo che viene da lontano per non perdere il tradizionale nostro intendimento di essere al servizio dei cittadini, nonché la speranza di rappresentare ancora un modello per quei tanti giovani che, forse con un eccesso di ottimismo, si dedicano a studi attinenti i beni culturali, e ai quali vorremmo vedere riaperta la prospettiva di far valere le proprie qualità all'interno di un'Amministrazione che affonda con orgoglio le sue radici negli anni appena successivi all'unità nazionale. A un anno di distanza, quell'ottimismo non ha retto e di ciò ritengo debbano essere informati e consapevoli i cittadini di Puglia, con i quali desideriamo però cominciare a costruire rinnovati percorsi di comune rispetto del nostro straordinario patrimonio culturale. Soprintendente per i beni archeologici della Puglia
(Puglia) Per la prima volta una "Settimana" senza Beni culturali. Niente risorse, niente programmi
La Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia ha rifiutato di partecipare alla VIII Settimana della Cultura indetta dal Ministero per i beni e le attività culturali. La Soprintendenza ha espresso il suo rammarico per non poter aderire all'iniziativa, a causa della mancanza di risorse finanziarie e umane. La Soprintendenza ha anche espresso la sua preoccupazione per il declino dell'Amministrazione e per la mancanza di nuove qualificate assunzioni. La Soprintendenza ha chiesto ai cittadini di Puglia di costruire rinnovati percorsi di rispetto del patrimonio culturale della regione.
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