Rinvio a giudizio per 14 tombaroli Notti piovose, o illuminate dalla luna piena. Ore ideali durante le quali "Fanfani" e "Capello" si sarebbero inoltrati tra i fantasmi del parco di Veio alla ricerca di reperti archeologici da trafugare e poi trafficare nel mercato nero delle opere d'arte. "Fanfani" e "Capello", nomi in codice usati da A.D.S. e G.T., due presunti tombaroli, che avrebbero agito fino al 2005 insieme ad altre 12 persone, tutte rinviate a giudizio con l'accusa di aver clandestinamente sottratto reperti nelle zone dei parchi archeologici di Crustumerium e Veio, allo scopo di rivenderle al mercato nero. Il rinvio a giudizio è stato deciso dal giudice delle indagini preliminari Tortora, accogliendo le richieste del pubblico ministero Pierluigi Cipolla. I reati contestati agli imputati vanno dall'associazione a delinquere, alla ricettazione, al furto aggravato per finire alla contraffazione di opere d'arte e impossessamento di beni dello Stato. La presunta organizzazione, attiva fino al giugno del 2005 secondo l'accusa, sarebbe stata un gruppo nel quale ogni componente avrebbe avuto un ruolo definito, oltre ad un nome in codice per alcuni membri.
La banda di "Mozart": processo a 14 tombaroli
Rinvio a giudizio per 14 tombaroli Notti piovose, o illuminate dalla luna piena. Ore ideali durante le quali "Fanfani" e "Capello" si sarebbero inoltrati tra i fantasmi del parco di Veio alla ricerca di reperti archeologici da trafugare e poi trafficare nel mercato nero delle opere d'arte. "Fanfani" e "Capello", nomi in codice usati da A.D.S. e G.T., due presunti tombaroli, che avrebbero agito fino al 2005 insieme ad altre 12 persone, tutte rinviate a giudizio con l'accusa di aver clandestinamente sottratto reperti nelle zone dei parchi archeologici di Crustumerium e Veio, allo scopo di rivenderle al mercato nero. Il rinvio a giudizio è stato deciso dal giudice delle indagini preliminari Tortora, accogliendo le richieste del pubblico ministero Pierluigi Cipolla. I reati contestati agli imputati vanno dall'associazione a delinquere, alla ricettazione, al furto aggravato per finire alla contraffazione di opere d'arte e impossessamento di beni dello Stato. La presunta organizzazione, attiva fino al giugno del 2005 secondo l'accusa, sarebbe stata un gruppo nel quale ogni componente avrebbe avuto un ruolo definito, oltre ad un nome in codice per alcuni membri.
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