ROSARNO Gli scavi attualmente in corso in contrada Laccali SINTESI MEDMA Proseguono con cadenza costante i rinvenimenti di preesistenze archeologiche in territorio di Rosarno, nell'area dell'antica Medma. In contrada Laccati, interessata dai lavori per l'infrastrutturazione della terza area industriale a servizio del porto, stanno infatti riemergendo i resti della necropoli del V-IV sec. a.C. ROSARNO - Proseguono con cadenza costante i rinvenimenti di preesistenze archeologiche in territorio di Rosarno, nell'area dell'antica Medma. In contrada Laccari, interessata dai lavori per l'infrastrutturazione della terza area industriale a servizio del porto, stanno infatti riemergendo, in forma sempre più consistente, i resti della necropoli risalente al V-IV sec. a.C. La zona si trova nelle adiacenze della strada provinciale che collega Rosarno a Rizziconi e Taurianova, alle falde della collinetta di contrada Nolio dove Paolo Orsi, il grande archeologo di Rovereto, rinvenne ben 86 sepolcri, con relativo corredo funebre, nella celebre campagna di scavi condotta nel 1912-'13. Ultimata in inverno l'indagine geomorfologica, che ha consentito di rilevare la presenza negli strati superficiali di materiale archeologico, la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria, sotto la direzione di Maria Teresa Iannelli, direttrice dell'area medmea, sta provvedendo alla minuziosa esplorazione del terreno, dell'estensione di parecchi ettari. Con l'ausilio di una squadra di specialisti ed esperti, coordinati dall'archeologa lametina Giorgia Gargano, le maestranze hanno riportato alla luce circa una cinquantina di sepolture. Effettuati i rilievi cartografici e topografici, si è quindi proceduto alla ricognizione dei materiali contenuti nelle tombe: gli esperti hanno prelevato e catalogato quei reperti ritenuti meritevoli di essere conservati, in attesa che vengano affidati alle cure dei restauratori e all'indagine degli studiosi. Sono stati rinvenuti soprattutto oggetti in terracotta, statuette, vasetti, tazzine e lucernette, utensili domestici - che i medmei, all'atto della sepoltura, usavano collocare accanto ai defunti - contenenti latte, vino, alimenti, dolci e frutta di cui cibarsi, secondo la credenza pagana, durante la vita dell'oltretomba, oppure sostanze preziose quali unguenti e profumi. Non mancano aree adibite ad ustrino, cioè usate per l'incinerazione sul posto dei cadaveri, i cui resti,, ultimato il rito della cremazione, venivano collocati in un'apposita urna cineraria e conservati déntro un sepolcro di dimensioni ridotte. Completate le operazioni di esplorazione archeologica, i terreni interessati alla campagna di scavi ritorneranno nella disponibilità della ditta appaltatrice, la Vincenzo Restuccia Costruzioni di Vibo Valentia che, a partire dal gennaio 2005, sta realizzando per conto dell'Asireg i lavori di costruzione delle infrastrutture di base della terza area industriale che ricade interamente nel territorio di Rosario. La zona attualmente esplorata dagli esperti è ubicata ad un centinaio di metri dalla sorgente detta Testa dell'Acqua, probabilmente la "grande fonte" (megale krene), di cui parla lo stòrico romano Stràbone, collegata al culto della ninfa Mesrfta, una presenza riconosciuta dalla dott.ssa Iannelli in una preziosa mascheretta muliebre in terracotta rinvenuta nelle vicinanze, durante i lavori di canalizzazione del fiume Vena, nel 1953. È qui che probabilmente i medmei veneravano una giovane divinità locale, il Medma Pòtamos, identificato da Salvatore Settis in una splendida màschera cornupete - conservata al Musée d'Art et d'Histoire di Ginevra -, offerta votiva di un fedele medmeo al tempio di Locri del dio fluviale Euthymos, secondo l'ipotesi avanzata dal prof. Felice Costatole. Altri rinvenimenti di notevole importanza sono stati effettuati agli inizi del mese nel centro abitato di Rosarno, curati dall'archeologa Margherita Corrado di Crotone. In via Demostene, nel quartiere Pian delle Vigne, ubicato dentro il perimetro urbano dell'antica polis, durante i lavori per la costruzione di un'abitazione privata sono venuti alla luce due pozzi con differenti caratteristiche: uno in mattoni ricurvi, l'altro composto da mattoni assemblati a tegole, risalenti al IV secolo a.C. Tali pozzi erano probabilmente collocati all'interno dei rispettivi lotti abitativi e servivano per il rifornimento diretto dell'acqua per uso domestico e artigianale. E ancora in via Toselli, quasi a ridosso della chie-setta del Purgatorio, sempre durante gli scavi per la posa delle fondazioni di una casa privata sono riemersi gli avanzi di mura magnogreche (V-IV sec. a. C.) con sovrapposizioni di epoca medievale. Nel frattempo stanno per essere completati, all'interno del Parco archeologico, i lavori per la costruzione del Museo e della Scuola superiore di archeologia, appaltati nel 2005 dall'Amministrazione Saccomanno, nel rispetto del protocollo d'Intesa siglato congiuntamente da Comune, Provincia, Soprintendenza ai Beni Archeologici e Università degli studi di Reggio Calabria.
Rosarno (Calabria). Medma, riemerge la necropoli. Portate alla luce una cinquantina di sepolture
In Rosarno, gli scavi in corso in contrada Laccali hanno portato alla scoperta di preesistenze archeologiche nell'area dell'antica Medma. I resti di una necropoli risalenti al V-IV sec. a.C. sono stati riemersi, con la scoperta di circa cinquantina di sepolture. Gli esperti hanno prelevato e catalogato i reperti, tra cui oggetti in terracotta, statuette, vasetti e utensili domestici. Alcune aree adibite ad ustrino sono state trovate, con i resti dei cadaveri che venivano incinerati e poi conservati in urne cinerarie.
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