Palazzo Altemps non andrà ai privati. Lo Stato si appresta ad esercitare l'opzione d'acquisto, misurandosi con i 27,5 milioni offerti da una società privata. A offrire la somma che mancava, 19 milioni di euro, è stata l'Agenzia del Demanio. Per la collezione del museo romano già esistente nell'attuale ala del palazzo e per il Museo Geologico sfrattato da Largo Santa Susanna si apre ora una nuova stagione. Scongiurata dunque la perdita dell'ala in vendita del palazzo adiacente a Piazza Navona, una minaccia più che concreta di fronte alla generosa offerta di privati giunta al venditore, e che finora non appariva adeguatamente contrastata dal ministero dei Beni culturali. Finora infatti gli unici fondi che risultavano disponibili erano quelli a suo tempo accantonati dalla soprintendenza archeologica di Roma, fin dai tempi di Adriano La Regina. L'attuale sovrintendente, Angelo Bottini, poteva disporre di 9 milioni di euro accantonati, insufficienti però per completare l'acquisto. A sollecitare un intervento risolutivo del Demanio è stato in questi giorni il ministero dei beni culturali. Il pressing ha ora prodotto lo stanziamento di 19 milioni. Grazie a questo intervento, hanno sottolineato ieri fonti del Demanio, sarà possibile dare definitiva sede al Museo Geologico e all'intera collezione Ludovisi Boncompagni del Museo Romano. Aggiunge il sovrintendente Bottini: «Il fatto più importante è che concluderemo la struttura ad anello del museo. E in più potremo disporre meglio i nostri capolavori, comprese le scoperte della Villa del Gianicolo che sono attualmente in mostra».