PALAZZO Altemps non andrà in mano ai privati, lo Stato ha trovato i nove milioni di euro mancanti per acquistare un pezzo di storia capitolina. Soldi che, grazie al ministero dei Beni Culturali, sono stati «racimolati» nelle casse di via del Collegio Romano: sono i finanziamenti che mancavano per arrivare alla cifra di 27,6 milioni di euro, prezzo di mercato del palazzo romano. Di quei ventisette milioni di euro 18,8 milioni erano stati forniti dall'Agenzia del Demanio (ieri sono arrivati i ringraziamenti di Buttiglione indirizzati all'Agenzia del Demanio per aver contribuito, concretamente, all'acquisizione dello storico edificio). A far buon gioco all'interno delle trattative per la compravendita del palazzo a due passi da piazza Navona il diritto di prelazione dello Stato. La scadenza per evitare che le sale del palazzo romano andassero in mano ai privati, era stata fissata per il 15 maggio: fino a quella data l'unica cosa che rimarrà da fare sarà completare le trattative e, soprattutto, «vedere i soldi uno sopra l'altro», come ha tenuto a sottolineare il ministro per i Beni Culturali Rocco Buttiglione, all'uscita dal congresso per discutere sulla direzione nazionale dell'Udc all'Hotel Minerva, a due passi dal Pantheon. Neanche i risultati delle elezioni politiche e gli stravolgimenti interni al Parlamento hanno fermato i «lavori» per l'acquisto del palazzo: i tecnici, infatti, 9 e 10 aprile «nonostante» hanno continuato a fare il loro dovere. Avviati verso la risoluzione i problemi concernenti altre due aree a rischio della città eterna come il Foro Romano e il Palatino (il colle sul quale venne fondata Roma è, infatti, a rischio crolli), i vertici del Ministero hanno pensato bene di puntare tutta l'attenzione verso il «caso» di Palazzo Altemps, un'ala del quale, in mano ai privati, era stata messa in vendita. Infine, a fare buon gioco è stato, appunto, il diritto di prelazione del Ministero. Dopo aver risolto la spinosa questione burocratica, Palazzo Altemps potrà divenire definitivamente la sede del Museo Geologico (in precedenza sito all'Istituto Geologico di Largo Santa Susanna), del Museo Nazionale Romano e dell'intera collezione Ludovisi Boncompagni: fiore all'occhiello del Palazzo è, tutt'ora, il «Trono Ludovisi». Pareri favorevoli per far sì che il Ministero esercitasse il «diritto di prelazione» e finalmente si passasse all'acquisto del Palazzo erano arrivati dal Soprintendente Archeologico Angelo Bottini, dal Direttore dei Beni Culturali del Lazio Luciano Marchetti e dal Soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio Maurizio Galletti. Il passo successivo è stato il reperimento di fondi da parte del ministero mentre ora, dopo gli ultimi ritocchi alle procedure (dal Gabinetto del ministro e dal Dipartimento dei Beni Culturali del ministero), si passerà alle acquisizioni vere e proprie. L'ultima strada sarebbe dovuta essere quella dell'espropriazione. Una strada che, per il momento, non è stata battuta: «Solo qualche giorno fa - ha commentato Luciano Marchetti - abbiamo deciso di intraprendere la strada della prelazione. Dal ministero, però, dovevano essere verificate le modalità, il se e il come trasformare una volontà tutta teorica in fatti, in fogli, in documenti ufficiali. Noi - ha concluso - dal canto nostro abbiamo dato parere favorevole». «Una cifra, quella per l'acquisto di Palazzo Altemps - ha detto il soprintendente Galletti - esosa in sé, soprattutto viste le magre finanze del Ministero: al Collegio Romano si lavora per un buon esito». Un palazzo che sta a cuore a tutti, quello piazzato nel centro della città eterna: solo pochi giorni fa la discussione - tra i seggi di Montecitorio - tra lo stesso ministro Rocco Buttiglione e Giovanna Melandri, dei Ds: era stata quest'ultima a interrogarsi sulle sorti del palazzo.