IN MOSTRA libri antichi e rari selezionati tra gli oltre duemila volumi raccolti dai De Leva e Grimaldi Pezzi di memoria, tra storia e microstoria, che si ricompongono scorrendo i volumi collocati nelle teche MODICA. Una mostra di libri antichi e rari, scelti tra gli oltre duemila volumi delle biblioteche De Leva e Grimaldi per raccontare la grande avventura sociale delle idee e la loro diffusione locale. È "Non solo carte", la mostra organizzata al Palacultura dall'Archivio di Stato di Ragusa, sezione di Modica, e dall'assessorato alle Politiche culturali del Comune in occasione dell'VIII "Settimana della cultura". La manifestazione, promossa annualmente dal Ministero per i Beni culturali, intende far conoscere i patrimoni degli Archivi di Stato e il loro fondamentale ruolo in materia di conservazione e salvaguardia della memoria storica. Quest'anno, in particolare, con la mostra "Non solo carte" si propone di dare maggiore visibilità al patrimonio librario delle biblioteche De Leva e Grimaldi, custodito presso la sezione locale dell'archivio di Stato e noto solo a pochi. Si tratta di due importanti fondi che conservano i volumi, gli opuscoli e le riviste su cui si formò gran parte dell'elite intellettuale e della classe dirigente nostrana, soprattutto nel XIX secolo, ma anche la produzione a stampa degli scrittori locali. Si va dal poeta Carlo Amore al filosofo Tommaso Campailla, dal fisico Giovan Pietro Grimaldi all'agronomo Clemente Grimaldi - per citare i più noti - in un arco di tempo che copre quasi quattro secoli. Per quattrocento anni, infatti, i De Leva e i Grimaldi furono tra le più rilevanti famiglie dell'aristocrazia della contea. Aristocrazia illuminata, politicamente e culturalmente egemone, i De Leva e Grimaldi accumularono, nelle sale affrescate dei loro sontuosi palazzi, volumi che testimoniano un ampio arco di interessi, tra scienza, teologia, letteratura, storia, diritto, filosofia. A volerne studiare i cataloghi, si ricaverebbe una messe di informazioni sulle strutture commerciali per l'importazione e la vendita dei libri, sull'attività delle stamperie locali, sulle letture fatte per studio o per diletto da principi e cavalieri, sul cambiamento anche in periferia dei gusti letterari e delle mode culturali. A volervi affiancare, poi, lo studio degli epistolari conservati negli archivi che i De Leva e i Grimal-di hanno donato insieme alle biblioteche all'Archivio di Stato, si consocerebbe la rete dei contatti tra i locali e gli intellettuali italiani e stranieri; ma anche i veicoli, le mappe e le cronologie della diffusione delle idee. Pezzi di memoria, tra storia e microstoria, che si ricompongono scorrendo i quasi cento volumi collocati nelle teche di vetro della presente mostra. Non mancano le rarità, come l'Opera omnia di Archimede stampata a Basilea nel 1544 con testo greco e traduzione latina, o l'edizione del "De consolatione philosophiae" di Boezio commentata da Tommaso d'Acquino (stampata a Parigi nel 1511 ). Libri per tutti i gusti, quelli esposti. Gli amanti dell'araldica potranno ammirare i fregi del poderoso in folio di Carolo De Venasque Ferriol (1647) che scrisse la storia genealogica del casato Grimaldi, facendone risalire le origini a Pipino re di Francia. Per gli appassionati di storia locale, ci sono le opere del Campailla, "L'Adamo" e "L'Apocalisse di San Paolo", riedite dal Sinesio nel 1783-84, ma anche la "Filosofia per principi e cavalieri", apparsa postuma. Infine, fanno bella mostra di sé libretti d'opera e spartiti musicali della metà dell'Ottocento, testimonianza locale della tempestiva diffusione d'un romanticismo raffinato e modaiolo, sulle note delle musiche di Donizetti.