Mentre la stampa straniera paragona lo scenario post-elettorale italiano a una scena d'opera - se seria o buffa, bontà loro, non specificano - la lirica e la musica nel nostro paese vanno in malora. Non ha mezzi termini il sovrintendente del San Carlo di Napoli Gioacchino Lanza Tomasi: «Non si può più andare avanti con l'idea che la musica sia un elemento trascurabile. Ma per motivi di dominio delle masse, oggi lo stadio è diventato essenziale, l'opera no». All'ennesimo grido d'allarme sulle rovinose conseguenze dei tagli effettuati dal governo Berlusconi nel 2006 ai finanziamenti alle attività culturali (Fus), si accoda Maurizio Pietrantonio, sovrintendente del Lirico di Cagliari che meglio farebbe a guardare al suo teatro, dove molti giovani talenti sono in fuga e non per i tagli. L'intervento di Lanza Tomasi punta anche ad altro, chiede che il reintegro del Fus al livello del 2001, promesso come provvedimento urgente durante la campagna elettorale dal centrosinistra per bocca dello stesso Romano Prodi, diventi realtà nella prima «semestrale di cassa». Difficile dargli torto: a Firenze per esempio va un «Maggio» ridotto ai minimi termini dal commissariamento gestito da Salvatore Nastasi, direttore generale dello Spettacolo dal vivo al Ministero dei beni culturali che, presentatosi come moderno manager, come spesso accade ai manager ha tagliato. Ma l'urgente reintegro dei fondi è solo la premessa del vero cimento per il prossimo governo: una riforma del sistema musicale che includa non solo lo spettacolo, ma anche editoria, scuola, conservatori e così via. La musica è un ecosistema complesso, non compartimenti da gestire corporativamente.
Lirica a rischio. Ora servono soldi e riforme
Il sovrintendente del San Carlo di Napoli, Gioacchino Lanza Tomasi, ha espresso preoccupazione per lo stato della musica nel paese, affermando che la musica non può essere considerata un elemento trascurabile. L'opera, in particolare, sta soffrendo a causa dei tagli effettuati dal governo Berlusconi nel 2006 ai finanziamenti alle attività culturali. Maurizio Pietrantonio, sovrintendente del Lirico di Cagliari, ha anche espresso preoccupazione per la mancanza di finanziamenti per il teatro e per la fuga dei giovani talenti.
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