[BASE]IL CASO L'ASSOCIAZIONE: SI ROVINA L'AREA DEL CASTELLO DI ELISA E DI GOZZANO Prima ancora di nascere è già una pietra dello scandalo. Lo è da almeno un anno a questa parte. È Il parcheggio che verrà tracciato ai piedi del castello di Agliè, sacrificando una collinetta al confine con i luoghi celebrati pure dal poeta Guido Gozzano. Centoventi posti auto per i turisti, più una dozzina per i pullman: il Comune procede spedito verso l'inizio dei lavori (previsto in autunno), intanto alle critiche che hanno accompagnato l'iter del progetto si aggiunge una nuova bocciatura. A mettersi di traverso questa volta è Italia Nostra, l'associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale. Il motivo? «Così si compromette un ambiente ancora integro», è il messaggio che si legge in una lettera-denuncia scritta dal responsabile della sezione di Torino, Roberto Lombardi. È indirizzata al sindaco Giovanni Rossi, ma anche al direttore regionale dei beni culturali e paesaggistici del Piemonte, Mario Turetta, e al soprintendente per i beni architettonici, Francesco Pernice. Il dito è puntato contro l'amministrazione comunale, è lo stesso pensiero dei consiglieri di opposizione del gruppo «Nuov'Agliè», che hanno indetto una petizione per chiedere che l'opera venga bloccata perché «inutile oltre che dannosa per il paese». Il fronte di oppositori, insomma, sta prendendo piede, anche se dall'altra parte il segnale è un altro: «Noi difendiamo la bontà del progetto - ripetono in municipio - chi parla di scarsa sensibilità per l'ambiente sbaglia». L'immagine che viene in mente oggi, prima ancora dei disegni dei professionisti, è di un grande spazio riservato a chi arriva nel «dolce paese che non dico» per visitare il palazzo ducale nel periodo post boom «Elisa di Rivombrosa». Il numero dei turisti è nettamente inferiore a quello registrato nel periodo della fiction, anche se dal castello riferiscono di una ripresa che coincide con la bella stagione. L'allarme lanciato da Lombardi arriva volutamente al termine della «settimana della cultura», Agliè che è stato uno dei luoghi più gettonati. «Il patrimonio naturale è un bene da considerare alla stessa stregua di quello culturale e monumentale - scrive il responsabile torinese di "Italia nostra" - è per questo che ci preoccupa ricevere segnalazioni da Agliè e pure osservare quanta mancanza di attenzione nella cura del paesaggio si evidenzi nel caso del progetto del parcheggio». Prosegue: «È proprio nella settimana dei beni culturali che ha visto Agliè come oggetto di interesse specifico che abbiamo voluto esprimere la nostra contrarietà per ogni scelta di trasformazione fisica e funzionale delle aree agricole e collinare che non trovi i propri limiti e presupposti nell'identità culturale». Chiude con una proposta che fa parte delle linee guida dell'associazione: «Gli enti locali dovrebbero essere tenuti a recepire nel piano regolatore una prescrizione di legge a difesa del territorio e del paesaggio». È dura la replica del sindaco Giovanni Rossi, che ha letto attentamente il comunicato di «Italia nostra» e rilancia: «Prima di attaccarci dovrebbero rendersi conto di cosa stanno parlando. Mi chiedo se davvero abbiano preso visione del progetto e sappiano cosa nascerà ai piedi del castello. Dovrebbero sapere che in quell'area non verrà posato del cemento. Il prato verrà semplicemente spianato, sarà utilizzato un particolare materiale che garantisce un minimo impatto con l'ambiente». Il sindaco Giovanni Rossi L'area davanti al castello di Agliè su cui dovrebbe sorgere il parcheggio a servizio dei visitatori Copyright 2006 La Stampa
Agliè, Italia Nostra boccia il parcheggio
L'associazione Italia Nostra ha denunciato il progetto di costruzione di un parcheggio ai piedi del castello di Agliè, che sarebbe dannoso per l'ambiente e non rispettoso del paesaggio. L'associazione ha inviato una lettera-denuncia al sindaco Giovanni Rossi e al direttore regionale dei beni culturali e paesaggistici del Piemonte, Mario Turetta. Il progetto prevede la costruzione di 120 posti auto e 12 posti per i pullman, su un'area di collinetta. L'associazione sostiene che il progetto non rispetta la sensibilità per l'ambiente e non è necessario, poiché il numero di turisti è inferiore a quello registrato nel periodo della fiction.
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