Commerciavano in pistole rubate, martelli pneumatici e tele del Seicento con la stessa abilità. Sono una banda di ricettatori, appartenenti a famiglie della mala calabrese con innesti provenienti dalla criminalità di matrice nomade. Il nome di uno di loro ricorse mesi fa nell'indagine sul furto di una tela preziosissima, razziata da una delle abitazioni degli Agnelli a Torino, e in quella relativa al recupero, avvenuto a Taggia nel 2003, dell"Adorazione dei Magi", opera del 1528 di Francesco Maria Mazzola, detto il "Parmigianino", del valore stimato di circa sette milioni di euro. Sono dodici le persone accusate di far parte di questa organizzazione sgominata dalla Guardia di finanza alla fine del 2005, e raggiunte nei giorni scorsi da un avviso di garanzia Firmato dal sostituto procuratore Francesca Nanni. Prossimamente la richiesta di rinvio a giudizio preluderà all'avvio del processo. I principali indagati sono Girolamo e Giuseppe Ventrice, di 62 e 69 anni, difesi insieme a Nicodemo La Rosa, 47 anni, dall'avvocato Giuseppe Maria Gallo. Il più giovane dei due, prima di finire in carcere a Torino, secondo gli inquirenti aveva gravitato in ambienti vicini agli autori del furto d'arte in casa Agnelli e di quello dell'Adorazione" del Parmigianino. Gli altri sono Salvatore Riotto, 44 anni, Salvatore Carpino, 48 anni, Giovanni Malatesta, 49 anni, Sandro Spolvieri, 49 anni, Nicola Fondacaro, 45 anni, Dango e Diego Halilovic, di 23 e 53 anni, Ondino Kleber Avalos Herrera, 40 anni, e Nelson Buenavenrura Pichardo Alvarez, 40 anni. Le accuse a vario titolo sono di ricettazione e furto per episodi avvenuti a Genova, nel Basso Piemonte e nell'entroterra del levante. La premiata ditta, secondo l'accusa, ordinava furti di ogni genere e rivendeva al mercato nero opere d'arte e pistole, escavatori e strumenti per l'edilizia. A individuarne i componenti furono gli investigatori del Gruppo operativo antidroga della Finanza al culmine di un'inchiesta su un traffico di stupefacenti. Durante le intercettazioni l'indagine prese una piega inaspettata, alzando il velo su una fiorente attività parallela finanziata dai ricavi dello smercio della droga. I patrimoni degli indagati furono tenuti sotto controllo per oltre due anni, ricostruendo ingenti movimenti di denaro e collegando la gang a una serie di furti di vario genere: dai cantieri edili alle chiese del Seicento. In particolare gli episodi contestati negli avvisi di garanzia riguardano razzie nei cantieri pubblici di piazza De Ferrari, sulla provinciale 52 per San Quirico, a San Colombano. A Stazzano-Serravalle Scrivia il colpo fallì per l'intervento di una guardia giurata. A Carasco, invece, andò a segno e il duo Ventrice-Avalos si portò via un martello per escavatore del valore di alcune migliaia di euro. In altre occasioni furono rubate apparecchiature per l'edilizia rubate e stipate su un bilico di quaranta piedi; un container sottratto in porto e scortato fino alla frontiera di Ventimiglia; e poi pistole e tre tele ad olio di soggetto religioso, queste ultime sottratte alla chiesa di San Pietro di Sturla, a Carasco.
Traffico di opere d'arte, 12 indagati
La Guardia di finanza ha sgominato una banda di ricettatori calabresi, accusata di commercio di opere d'arte rubate e di pistole. I principali indagati sono Girolamo e Giuseppe Ventrice, di 62 e 69 anni, e Ondino Kleber Avalos Herrera, 40 anni. La banda era coinvolta in un traffico di stupefacenti e aveva un'attività parallela finanziata dai ricavi dello smercio della droga. Gli investigatori hanno ricostruito movimenti di denaro e collegato la gang a una serie di furti di vario genere, tra cui razzie nei cantieri edili e nelle chiese del Seicento.
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