Passate le elezioni, si alzano le invocazioni d'aiuto delle fondazioni lirico-sinfoniche per fermare la crisi che ha costretto numerosi teatri a rinunciare a parte della programmazione a causa degli tagli al Fus, il Fondo unitario dello spettacolo. «Nel programma della coalizione di centro-sinistra - dichiara Gioacchino Lanza Tomasi, sovrintendente del San Carlo di Napoli (si fa il suo nome come possibile sottosegretario al ministero per i Beni culturali) - si parla del reintegro dei finanziamenti statali al Fus ai livelli previsti nel 2001: questo ci aspettiamo, come misura immediata, dal nuovo Governo. E forse è necessario portare avanti un'indagine su come viene gestita la musica in Europa, al fine di comprendere eventuali errori. Io non credo che la musica in Italia sia mal gestita, il problema è che nel 2006 c'è stato un aggravio di debito causato da ciò che è venuto a mancare con la Finanziaria». E Maurizio Pietrantonio, sovrintendente a Cagliari: «Dal prossimo Governo non ci aspettiamo solo i fondi, ma una riforma normativa, una legge quadro sulle fondazioni. L'attenzione da parte del Governo deve essere immediata, perché la situazione odierna non ci permette di affrontare il 2007». Infine, Francesco Giambrone, sovrintendente della fondazione Maggio Musicale Fiorentino: «Abbiamo bisogno di un ministro forte e competente che sappia di cosa si sta parlando e che rappresenti un interlocutore vero per il mondo della cultura. Le risorse riservate allo spettacolo dal vivo devono tornare alla quota del 2001».