Grido d'allarme e «invocazioni d'aiuto» dei sovrintendenti delle fondazioni lirico sinfoniche italiane. «Come misura immediata, dal nuovo Governo ci aspettiamo un reintegro del Fondo Unico dello Spettacolo - dichiara all'AdnKronos Gioacchino Lanza Tomasi, sovrintendente al San Carlo di Napoli -. Forse è necessario svolgere anche un'indagine su come viene gestita la musica in Europa. Io non credo che la musica in Italia sia mal gestita, il problema è che nel 2006 si è verificato un aggravio di debito causato da ciò che è venuto a mancare con la finanziaria». Anche Maurizio Pietrantonio, sovrintendente della fondazione Teatro Lirico di Cagliari, illustra la situazione che la sua fondazione sta vivendo. «Abbiamo avuto complessivamente tre milioni di euro in meno rispetto allo scorso anno. Abbiamo dovuto rivedere alcune regie e i loro costi, ma soprattutto saremo costretti a sostituire una nostra "Manon Lescaut" con un balletto. Dal prossimo Governo - aggiunge - non ci aspettiamo solo i fondi, ma una legge quadro, una vera riforma che dia l'impulso a una riforma che ancora non c'è stata». Un intervento immediato è richiesto anche da Francesco Giambrone, sovrintendente al Maggio Musicale Fiorentino: «La situazione attuale è molto complessa, solo attraverso un'accurata gestione siamo riusciti a trovare un equilibrio nei conti del 2006, a spese però di tagli alla programmazione». Secondo il sovrintendente «il prossimo Governo deve finalmente capire che le spese per la cultura sono una necessità per il bene del Paese. Abbiamo bisogno di un ministro forte e competente che sappia di cosa si sta parlando e rappresenti per la cultura un interlocutore vero».