Parco Perotti il progetto già affidato ai tecnici del Comune "Rischio zero per Japigia dalla demolizione " IL COMUNE di Bari sta cominciando a studiare la realizzazione di Parco Perotti. L'assessorato ai Lavori pubblici ha affidato ai suoi tecnici la progettazione dell'area verde attrezzata che dovrà nascere al posto delle macerie di Punta Perotti. Al momento è allo stato embrionale: i tecnici stanno valutando costi e varie alternative. È certo però che il progetto sarà interno, poiché i lavori da realizzare non sono di grande portata economica. Il sindaco vorrebbe un grande prato con meno ingombri possibili: niente cemento, qualche panchina e poi molto verde. Innanzitutto bisognerà stabilire bene i costi di realizzazione e soprattutto di manutenzione: se si realizzerà un grande parco, sarà necessario un buon impianto di irrigazione. Non ci dovrebbero essere invece problemi di fondi, dopo che la giunta è riuscita a tro vare nelle maglie della borsa 31 milioni di euro da spendere per le opere pubbliche: per realizzare Parco Perotti dovrebbe bastare un milione. Nel cantiere la General Smontaggi prosegue nel percorso verso il 23 aprile, la data della seconda implosione. Ieri i tecnici hanno concluso l'indebolimento strutturale del sesto piano del palazzo rimasto in piedi. Contemporaneamente stanno frantumando le macerie del fabbricato già demolito. Martedì si terrà poi la conferenza di servizi che stabilirà tutte le fasi della demolizione. A preoccupare (soprattutto il Comune) è palazzo Quistelli, l'unico parallelo al mare. Cadrà il 24 aprile e il giorno della demolizione dovranno essere sgomberati alcuni palazzi di viale lapigia che si trovano a meno di 200 metri di distanza. Si temono speculazioni da parte dei residenti, ma la General Smontaggi non si scompone. Durante la prima implosione hanno piazzato un sismografo in casa del casellante, a una cinquantina di metri dai palazzi demoliti: «Le vibrazioni sono state meno della metà del limite imposto per l'edilizia residenziale. In sostanza, la lavatrice fa più rumore», spiega il direttore dei lavori della General Smontaggi, Stefano Chiavalon. In ogni caso dicono i tecnici della ditta saranno prese tutte le precauzioni peri palazzi, che si trovano comunque oltre i cento metri di distanza. La procedura di demolizione prevista nel contratto prevede due fasi per l'abbattimento di palazzo Quistelli: la parte più vicina alla ferrovia andrà giù con mezzi meccanici. L'altra metà si ribalterà in avanti con l'esplosivo: in questa maniera le macerie faranno da scudo e impediranno ai detriti di finire sulla ferrovia o verso le abitazioni. La demolizione meccanica comincerà a metà della prossima settimana. Per i fabbricati vicini la General Smontaggi non prevede perizie, ma posizionerà dei sismografi per verificare l'entità delle scosse dovute alla demolizione. Al momento i tecnici della ditta che sta curando la demolizione escludono la possibilità che l'edificio possa essere abbattuto interamente con mezzi meccanici. «Abbiamo i mezzi adatti, ma la gara che abbiamo vinto prevede l'uso di esplosivi», spiegano. Non è escluso però che martedì la conferenza di servizi chieda loro di non utilizzare dinamite per demolire palazzo Quistelli. Prosegue anche la vicenda legale legata a PuntaPerotti. Il18 il Comune si costituirà nella causa civile mossa dai Matarrese, nella quale i costruttori chiedono 570 milioni di euro di risarcimento danni per la demolizione dei palazzi. In quell'occasione l'amministrazione presenterà una contro richiesta, presentando il conto ai Matarrese per i danni all'immagine (e non solo) che il Comune ritiene di aver subito dai palazzi di Punta Perotti. (g.fosch.)