Il conferimento di immobili da parte dei Comuni ai fini della valorizzazione è esente da bolli, imposte di registro, ipotecarie e catastali e da ogni altra imposta indiretta solo se è svolta «in favore di fondazioni o società di cartolarizzazioni, associazioni riconosciute». Lo ricorda l'agenzia delle Entrate rispondendo alla richiesta di un Comune, che si riteneva in diritto di beneficiare delle agevolazioni fiscali dopo aver conferito a una società partecipata alcuni immobili e aver affidato alla stessa società la manutenzione e la gestione di tutto il patrimonio dell'ente. Il comma 576 della Finanziaria 2006, sottolinea però l'Agenzia, ha ristretto l'ambito dei vantaggi fiscali introdotti dal comma 275 della Finanziaria 2005, introducendo la categoria delle «associazioni riconosciute». Anche nel caso in cui il conferimento avvenga in favore di società riconosciute, precisa l'Agenzia, le agevolazioni non possono riguardare l'Iva, che può essere derogata solo nei casi espressamente previsti dalla Ue. --------------------------------- Regioni e Comuni «Non saremo la quinta colonna dell'Unione» «Nessuno sconto e nuovo patto di stabilità» Errani: «Concertazione su Dpef e Finanziaria» ROMA - Giurano che non saranno la quinta colonna del centro-sinistra. E che non faranno nessuno sconto al Governo che verrà. Regioni, Comuni e l'intero universo degli enti locali - per cinque anni in rotta di collisione con Silvio Berlusconi e la Cdl - sanno però che con l'Unione, stando ai programmi elettorali, dovrebbero trovare ascolto. E oggi, forti delle promesse e delle prese di posizione del centro-sinistra in cinque leggi Finanziarie, sono pronti ad alzare il tiro. Per raccogliere quanto non hanno raccolto in cinque anni. Con un'agenda di richieste già bell'e pronta, che metterà alla prova una volta di più le compatibiiltà finanziarie del bilancio dello Stato. La parola chiave del programma di Romano Prodi - «concertazione» - è stata spesa ufficialmente anche con i governatori e i massimi vertici degli enti locali del centro-sinistra il 28 marzo scorso. E la promessa di un nuovo «patto istituzionale» con le autonomie andrà al più presto riempita di contenuti. Farcela, sarà un rompicapo. Perché la prova del nove arriverà praticamente subito: scrivere insieme le linee programmatiche del prossimo Dpef, poi mettere nero su bianco e «concertare» concretamente la Finanziaria 2007. Per non dire dei fondi in più - almeno 5 miliardi - che mancano per la Sanità solo per il 2006. E ancora: il patto di stabilità da cambiare, il raddoppio dei fondi per il sociale (500 milioni che mancano all'appello), il trasporto pubblico locale, la politica per la casa, la scuola e l'edilizia scolastica, il turismo, la delega ambientale. E la patata bollente del federalismo fiscale, pagina tutta da scrivere. Per non dire del rilancio del Mezzogiorno. Linee politiche interamente da tracciare, risorse finanziarie da trovare, tempi da individuare. Anche se in più casi per Regioni ed enti locali c'è la massima fretta di arrivare a delle soluzioni: i fondi per la sanità, il patto di stabilità e il federalismo fiscale sono autentici nervi scoperti per governatori e sindaci. Per il Professore e suoi alleati di Governo, insomma, non sarà tutto in discesa il confronto con gli enti locali. Anche se il modello della «concertazione istituzionale» perduta faciliterà il confronto; e se le prossimità politiche potranno smussare spigoli e asperità che col Cavaliere sono rimasti intatti, anzi si sono acuiti. Vasco Errani (Emilia Romagna), rappresentante dei governatori, conferma punto per punto l'agenda delle priorità regionali: «Lo scorso anno, tutti insieme presentammo al Governo un documento con tre grandi linee di intervento. Oggi le ribadiamo interamente: innovazione, ricerca e sviluppo; territorio, casa e trasporto pubblico locale; welfare e coesione sociale. Per le Regioni restano linee prioritarie anche col futuro Governo. A partire da una concertazione piena su Dpef e Finanziaria, per costruire insieme il rilancio economico e la coesione sociale del Paese, facendo ciascuno la sua parte. Le nostre richieste sono già sul tavolo». «Nessuno sconto, non c'è dubbio. Noi - osserva Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente Anci - abbiamo indicato da tempo le nostre richieste. E quelle resteranno. A cominciare dal patto di stabilità previsto dall'ultima Finanziaria che molti comuni rischiano di non poter applicare, per subire pesantissime e ingiustificate sanzioni. Ecco, su questo aspetto ci attendiamo risposte rapide». Insomma, patti chiari o niente concertazione. E altolà alla proposta, fatta da Tremonti e da qualcuno ripresa nell'Unione, sul trasferimento allo Stato del patrimonio degli enti locali per avviare da Roma eventuali cartolarizzazioni. «Io dico solo che siamo pronti a fare la nostra parte - chiosa Errani -. Della proposta di Tremonti, poi, non capisco quanto meno la cornice». Incalza Domenici: «Ho l'impressione che troppi non sanno cos'è un Comune e non sanno cosa dicono. Teoricamente se ne può discutere. Ma lasciamo decidere ai Comuni cosa fare del loro patrimonio e come valorizzarlo». Anche la concertazione, insomma, ha i suoi limiti, da una parte e dall'altra. ----------------------------------------------- I temi del confronto con gli Enti locali Dal fisco federale ai fondi per la Sanità Federalismo fiscale: tutta da costruire la riforma del Dlgs 562000: essenziale per le Regioni, soprattutto in chiave-Sanità, ma anche per i Comuni, per l'effetto diretto sull'autonomia e sulla fiscalità locale Sanità: per il 2006 mancano 5 miliardi di euro e dal 2007 le regioni pretendono un congruo aumento delle risorse; altri capitoli caldi: monitoraggio dei conti 2004 e 2005, socio-sanitario, non autosufficienza Patto di stabilità: la richiesta dei sindaci è secca: cambiare da subito le regole della Finanziaria 2006. Fondo sociale: le Regioni chiedono 500 milioni per il 2006, come sempre riconosciuto dal centro-sinistra Innovazione, ricerca, sviluppo: è una delle priorità sia delle regioni che degli enti locali Casa, trasporto pubblico locale, territorio, scuola: per governatori, sindaci e province servono nuove politiche sociali e più risorse
Cartolarizzazioni, ai Comuni esenzioni limitate
L'agenzia delle Entrate ha confermato che il conferimento di immobili da parte dei Comuni ai fini della valorizzazione è esente da bolli, imposte di registro, ipotecarie e catastali e da ogni altra imposta indiretta solo se è svolta in favore di fondazioni o società di cartolarizzazioni, associazioni riconosciute. Il comma 576 della Finanziaria 2006 ha ristretto l'ambito dei vantaggi fiscali introdotti dal comma 275 della Finanziaria 2005. I governatori e i sindaci del centro-sinistra hanno presentato un documento con tre grandi linee di intervento: innovazione, ricerca e sviluppo; territorio, casa e trasporto pubblico locale; welfare e coesione sociale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo