- Tracce del passato Molti gli storici dell'arte, gli studiosi di Verona e gli appassionati di storia che si recano nel negozio Basevi per osservare l'affresco che sembra risolvere il giallo storico. «È molto più antico. Forse è del X secolo? L'architetto Sabina Ferrari della Soprintendenza mi disse che era un affresco del 1200. Ne sono felice, anche se mi è costato un occhio fare questo restauro che ci ha pure restituito una miriade di opere: figure del Trecento, un pellegrino altomedievale vestito di pelli di pecora, tondi di santi, portali in marmo del '400, un pozzo, una lapide di marmo nero, un acquamanile in rosso Sant'Ambrogio, uno splendido pergolato affrescato del '500, e fasce a giro tardocinquecentesche con sirene e cartigli di paesaggi bucolici, soffitti a cassettoni, colonne e capitelli in marmo rosso del '400 incorporati nel muro esterno, ghirlande di frutta policrome del '500 e tempere del '700 e spolveri d'affresco '800 trovati nel soffitto», dice Graziella Basevi. La signora, erede di una dinastia israelita di commercianti di abiti da lavoro, ora specializzata in jeans di marca dopo che, a metà '800, l'avo Marco Basevi, nel ghetto, coi figli Eugenio, Guido e Giacomo, pubblicizzava (primo a Verona) su di un volantino stampato in proprio: «Vendo giubbe e pantaloni di tela grisetta usati in ottime condizioni, anche coperte, lenzuola, camicie e mutande (di lana e di tela)» che comperava a scatola chiusa con gli stock dei campi militari. Negli anni '40 il commercio di confezioni era gestito da un nuovo Marco Basevi che poi dovette abbandonare l'università per le leggi razziali. Scampato ai forni crematori nazisti con tutta la famiglia (si erano nascosti a Roma), Marco negli anni '50 scoprì i jeans e li propose con successo insieme, più tardi, ad eskimo, tascapane e sacchi a pelo dell'esercito americano, quindi il bomber. Tutto attorno a San Fermetto. Il complesso restauro dell'intero edificio dagli anni '90 ha restituito una stratificazione mirabile di stili, epoche e opere d'arte più, adesso, la testimonianza eccezionale di quella che forse è la fonte della più antica raffigurazione di Verona. (b.f.)
Verona - Numerose le sorprese grazie al restauro nell'antico edificio
Un negozio di jeans a Verona, gestito da Graziella Basevi, è stato il luogo di scoperta di un affresco antico. L'architetto Sabina Ferrari della Soprintendenza ha confermato che l'affresco risale al 1200. Il restauro dell'edificio ha rivelato una miriade di opere d'arte, tra cui figure del Trecento, un pellegrino altomedievale e tondi di santi. La signora Basevi ha anche rivelato che il suo nonno, Marco Basevi, era un commerciante di abiti da lavoro che pubblicizzava su volantini stampati. Nel corso degli anni, la famiglia Basevi ha gestito il commercio di confezioni, inclusi jeans, e ha anche scoperto l'importanza del bomber.
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