APPELLO DEI CITTADINI DI SAN CLEMENTE PER I LAVORI DELLA CHIESA SULL'APPIA La chiesa di Santa Maria Macerata a San Clemente deve tornare al suo vecchio splendore. Lo chiede con forza la comunità cittadina della storica frazione che da anni attende il restyling del luogo di culto. L'appello, che ai tempi dell'amministrazione Falco si tradusse in un progetto rimasto inattuato per l'assenza di fondi, è rivolto ora ai commissari prefettizi affinché rispolverino una delibera di giunta dello scorso novembre 2005 con la quale era stato approvato il progetto preliminare di ristrutturazione della chiesa. Comune e Soprintendenza avevano previsto infatti un finanziamento di 543.863,53 euro per il rifacimento delle coperture e degli infissi (gran parte dei danni è stata generata dalle infiltrazioni d'acqua e dall'umidità), per l'adeguamento degli impianti, per l'installazione dei servizi igienici e per la posa in opera del nuovo pavimento in cotto. Tanti i sopralluoghi tecnici effettuati per studiare i possibili interventi di risanamento delle strutture dall'umidità (si era optato per l'utilizzo di intonaci macroporosi mentre per la sola zona absidale si sarebbe potuta realizzare una barriera chimica) naturalmente nel rispetto delle leggi vigenti in virtù del fatto che la chiesa è sottoposta a vincolo paesistico per il suo valore artistico e storico. Nel progetto originario era stata inglobata anche l'area a verde pubblico che circonda il luogo di culto, si tratta di un giardino di circa 3100 metri quadrati che, in seguito all'epidemia di colera che afflisse la popolazione nel XIX secolo, fu utilizzato come cimitero. Solo in tempi recenti l'area è stata recuperata grazie all'intervento della Lipu che qui ha realizzato un'oasi naturalistica. Poi lo sfratto da parte del Comune che in quest'area avrebbe voluto realizzare un parcheggio dotato di 21 posti auto, un parco giochi per bambini e un percorso tematico che ripercorresse le tappe salienti della storia della chiesa. Un progetto che giace tutt'ora nei cassetti del quinto piano di Palazzo Castropignano e che potrebbe rimanere lettera morta in assenza dell'approvazione del progetto esecutivo. Il problema sembrerebbe essere, infatti, meramente economico. La ben nota situazione debitoria del Comune (per il 2006 l'Ente contrarrà mutui per altri 27 milioni di euro) potrebbe costringere la futura amministrazione a prediligere altri interventi considerati più urgenti, ma i cittadini di San Clemente non demordono: «Non possiamo più consentire che un edificio di tale valore storico e religioso resti chiuso ai fedeli - incalza il parroco di San Clemente, don Sergio Adimari - qui è custodito infatti il falcello delle indulgenze, un documento pontificio che conferisce a questa chiesa la possibilità di praticare l'indulgenza plenaria». La chiesa di Santa Maria Macerata, citata persino nella Bolla di Sennete del 1113, è infatti uno dei luoghi di culto più antichi del territorio casertano. «La comunità di San Clemente auspica che il progetto realizzato l'anno scorso venga seriamente preso in considerazione dalle istituzioni - aggiunge don Sergio - se il problema è esclusivamente di natura economica siamo disposti persino a fare una sottoscrizione per contribuire ai lavori di restyling purché la chiesa sia riaperta al culto dei fedeli». Ottimista è apparso al riguardo l'ex delegato di quartiere e promotore del progetto di restauro, Nicola Garofalo, che ha dichiarato: «L'intervento di restyling è stato valutato positivamente da tutti gli enti coinvolti che ben conoscono l'importanza storica rivestita da questo edificio sacro per troppo tempo ridotto a remitaggio. È tempo di riconsegnare ai cittadini di San Clemente la loro chiesa». La chiesetta a San Clemente