Ai diretti interessati non piace l'idea della rimessa sotto le mura. «Andrebbe a rovinare i reperti acheologici della vecchia città» I residenti bocciano l'autosilo sotto viale Varese Viale Lecco, Sant'Agostino, Santa Teresa, Val Mulini, ex Zoo: tra realtà e progetti i posti auto ci sono, ma tutti a pagamento Pioggia di no per l'idea di un autosilo sotto le mura di viale Varese. A pochi giorni dalla decisione di inviare un questionario a tutti i residenti del centro storico per conoscere la disponibilità ad acquisire un posto auto nella nuova struttura, abitanti e negozianti bocciano il progetto del Comune. «Sinceramente l'idea mi sembra assurda. - dichiara Martina Molteni, residente in via Cinque Giornate - Da quanto ne so, pare che il Comune stia già provvedendo a spendere soldi nella realizzazione di un altro autosilo in viale Lecco, ha appena completato quello di Sant'Agostino, sta per terminare il parcheggio di Santa Teresa e, se davvero la zona della Ticosa verrà riqualificata, salteranno fuori posti auto anche lì. Poi, non dimentichiamo che il maxi cilindro da oltre 600 posti in Val Mulini doveva servire a tenere le auto fuori dal centro di Como. In uno scenario del genere, mi chiedo a cosa possa servire un ulteriore rimessa in viale Varese, tenendo conto inoltre che a due passi c'è già l'autosilo dell'ex zoo. In ultimo, dato che questa struttura dovrebbe essere pensata per i residenti, non vedo perché farla a pagamento. Se il problema è evitare che lo usino i non residenti, basterebbe distribuire una tessera di riconoscimento, senza fare pagare un posto auto 40mila euro». I costi della nuova struttura prevederebbero infatti, per l'acquisto di un posto auto, una forchetta che va dai 30mila ai 40mila euro. Per il noleggio mensile, invece, i prezzi oscillano tra i 100 e i 150 euro. «I costi sono in linea con quelli con cui facciamo i conti adesso - conferma Andrea Masarati, titolare della pizzeria al trancio Peach Pit di via Diaz -. Però io affitto un posto auto che è interno ad un condominio. Se la proposta è quella di un'autorimessa studiata ad hoc per residenti e commercianti, mi sarei aspettato dei prezzi diversi. L'ubicazione, poi, non mi sembra delle migliori. Mi chiedo cosa potrebbe succedere se, come spesso è accaduto anche in passato, l'acqua del lago saltasse fuori durante gli scavi». Negozianti e residenti sembrerebbero dunque d'accordo nel bocciare l'idea che già vent'anni fa era non aveva trovato il riscontro sperato. Davide Cabra , trasferitosi da poco a Como e rappresentane di tutte e due le categorie interessate, fa il punto della situazione: «Io sono arrivato qui a Como due anni fa. Vengo da Milano e, rapportando i prezzi a cui ero abituato con quelli offerti in questo documento, devo dire che qui sono molto più bassi. Ma non è questo il punto. Io abito in centro storico, ho un negozio di abbigliamento in via Diaz, e non ho mai avuto problemi di parcheggio. Certo, spostandomi prevalentemente di sera, mi sono trovato avvantaggiato, ma per quanto io possa essere a conoscenza della situazione cittadina, il problema non si presenta a livelli tali da giustificare un'opera del genere. A Como ci sono moltissimi parcheggi, anche se tutti a pagamento». Giuseppe Rondinelli, proprietario dell'edicola di via Florio concorda con le posizioni dei colleghi, e aggiunge: «Senza mettersi a disquisire sulla necessità o meno di altri posti a pagamento, mi sembra stupido andare a profanare e rovinare i reperti nel sottosuolo». Anche se è già stato verificato che, fino ad una profondità di scavo di quattro metri, non si andranno ad incontrare resti archeologici, Rondinelli tiene a precisare come comunque «si dovrebbe procedere nella salvaguardia e nella valorizzazione della vecchia città».